
Dal 7 al 15 Novembre sarà possibile partecipare all’annuale appuntamento con la rassegna UBU SETTETE – Fiera di alterità teatrali, al Rialtosantambrogio nel centro di Roma. E’ il quinto anno che giovani artisti, uniti dalla comune passione per il teatro in tutte le sue forme, organizzano questa festa con le loro forze, cercando di proporre spettacoli di qualità e innovativi, dando spazio e voce a nuove compagnie e approfittando dell’occasione per incontrare vecchi compagni di palcoscenico. Per completare l’iniziativa, l’omonima rivista indipendente “Ubu Settete” recensisce e promuove gli spettacoli inseriti nella rassegna.
In questa edizione sono stati collezionati 24 eventi teatrali, che coinvolgeranno un centinaio di artisti in tutto.
Tanto per essere in linea con lo spirito di questa Fiera, si partirà il 4 Novembre con il Party inaugurale della rassegna in cui si incontreranno le compagnie coinvolte in questa edizione e in cui - come sempre è accaduto - ci si divertirà, perchè il clima della festa è fondamentale in incontri come questi: il solo fatto di riuscire a riunire una corrente di artisti fuori dal coro, in grado di creare un’ondata vitale di creatività giovane e non viziata dalla logica produttiva, è cosa da festeggiare con entusiasmo.
Come accade nei festival così variegati ed eclettici, non è possibile prevedere se tutte le performance saranno di qualità eccelsa e non mi sento di consigliare a scatola chiusa spettacoli interpretati da persone a me più o meno sconosciute. Il bello però è anche provare, assistere ad eventi col rischio che non incontrino il nostro gusto, ma con la possibilità non remota di essere positivamente stupiti da lavori di grande qualità: smettiamola di fidarci solo della recensione letta sul giornale, ascoltiamo di più i passaparola sotterranei, riattiviamo la nostra immaginazione e soprattutto ricominciamo a fidarci un po’ del nostro caro vecchio istinto! Il fatto che la maggior parte degli artisti inseriti nella rassegna non sia parte dei circuiti teatrali ufficiali, credo sia più una virtù che una mancanza: questa è la condizione ideale in cui tutto o quasi può essere detto, in cui non ci si deve autocensurare, in cui la soal cosa che conta è la ricerca del proprio linguaggio performativo.
Tra le realtà che animeranno il Rialto vi segnalo “Bacon Mode. Le cose Morte” del Circo Bordeaux, il 12 Novembre: scritto e diretto da Marco Andreoli, drammaturgo di rara creatività che ha al suo attivo lavori notevoli come “America”, “Cento”, “Compendio generale”, è uno spettacolo che sicuramente non tradirà le aspettative e posso assicurare che i componenti della compagnia sono tutti giovani attori di grande calibro.
Divertente e tragico è “In punta di piedi” di Andrea Trapani e Francesca Macrì, il 9 Novembre: l’interprete è lo stesso Andrea Trapani, che ci fa condividere le aspettative di un giovane calciatore, che bloccato perennemente dietro la linea del bordocampo - in attesa che il Mister lo faccia finalmente giocare - svela tutte le sue paure, i sogni e le incertezze del suo futuro. Un piccolo ma prezioso spettacolo.
E allora che la festa abbia inizio! Partecipiamo numerosi per dare un segnale significativo del fatto che per fare teatro non è necessario un capitale, ma solo una grande creatività.
( articolo di Luisa Ricci )
Enzo Prisciandaro









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