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Danza Moderna e Contemporanea

Il metodo Pilates

A cura di Enzo Prisciandaro

Pubblicato il 15/11/2006

Che cos’è, da dove viene e quali sono i reali vantaggi di una tecnica sempre più “in voga” in scuole di danza e palestre, messa a punto da J. H. Pilates.

foto intervento

Da alcuni anni e per merito soprattutto dell’ampia pubblicità fatta da famosi attori di Hollywood e ballerini, il metodo Pilates è divenuto una delle discipline più “in voga” tra i frequentatori delle palestre ma anche tra i danzatori, arrivando a volte quasi al punto da soppiantare altre tecniche come lo yoga, lo stretching, la ginnastica dolce e la posturale. Moda? Forse, perché come spesso accade il passaparola, il moltiplicarsi degli articoli di giornale e le attenzioni del grande pubblico sono determinanti della popolarità (o dell’insuccesso). Ma è anche vero che i vantaggi per il fisico e per l’equilibrio generale del corpo che il Pilates apporta sono molteplici e soprattutto applicabili e sperimentabili su diverse tipologie di persone e quindi di esigenze.
Quando J. H. Pilates iniziò ad elaborare questa disciplina nei primi del Novecento aveva già alle spalle diversi anni di pratica delle più disparate attività sportive: dal body building allo sci, all’atletica, oltre allo studio dell’anatomia e dello sviluppo muscolare. Questo, oltre alla collaborazione con Rudolph von Laban, insegnante e coreografo, e all’invenzione di alcuni attrezzi specifici applicabili alla tecnica, lo portarono a sviluppare tutta una serie di esercizi che formano appunto la sostanza del lavoro all’interno della lezione Pilates.
La prima parte della lezione è il Mat work, ovvero sia il lavoro sul tappetino, mentre nella seconda parte si passa generalmente all’uso dei vari attrezzi. Tutti gli esercizi del metodo non puntano alla ripetizione esasperata del movimento quanto piuttosto all’esecuzione di una serie di movimenti diversi ma con una sequenza logica che non stressino il corpo ma favoriscano il recupero della consapevolezza muscolare della persona oltre allo studio dell’allineamento di spalle e fianchi e della colonna vertebrale. Lo scopo è quello di portare l’individuo a muoversi con grazia ed economia, equilibrio, sfruttando tutte le potenzialità del proprio corpo senza “strappi”. Per fare ciò, naturalmente, il Pilates fa sì che il corpo familiarizzi con i principi base del metodo ovvero concentrazione, controllo, baricentro, fluidità, precisione e respirazione.
Per l’attenzione di questa tecnica ai principi della respirazione e alla concentrazione, il Pilates è stato spesso accostato allo yoga, così come per i vantaggi quali l’allineamento del corpo e del bacino si trova per molti versi vicino alla posturale, mentre il rafforzamento di muscoli quali gli addominali e la schiena e l’allungamento lo rendono per certi versi simile allo stretching.
Ad ogni modo, dal punto di vista del danzatore, il Pilates si rivela un metodo efficacissimo per integrare lo studio quotidiano. Non solo esistono specifici esercizi applicati alla danza classica, base di tutti i danzatori professionisti, per sviluppare determinate potenzialità (ad esempio l’apertura, la forza nei piedi, la flessibilità della schiena) ma frequentare con regolarità anche solo una volta a settimana una buona lezione di Pilates significa approfondire la conoscenza del proprio corpo, regolare la respirazione ai ritmi e alle esigenze dei muscoli, rafforzare e allungare, prevenire traumi o anche recuperare le abilità del proprio fisico dopo eventi traumatici.
Naturalmente, proprio grazie alla versatilità di questa tecnica, il Pilates non è prerogativa esclusiva di danzatori e atleti ma va incontro alle esigenze di tutti coloro che abbiano necessità terapeutiche di correzione della postura o vogliano recuperare il tono muscolare (un valido esempio sono le donne in gravidanza o che hanno appena partorito e vogliano ristabilire con la dovuta cautela la propria forma fisica ideale).
Solo due accorgimenti per chi si appresta a sperimentare questa disciplina: assicuratevi che i maestri siano competenti (è facile, con chi non conosce gli esercizi base del metodo e vi si accosta per la prima volta, spacciare per Pilates una lezione di “simil-yoga” riveduta e corretta oppure un’oretta di stretching), magari documentandovi più approfonditamente su libri specifici riguardanti la disciplina, e in secondo luogo non aspettatevi miracoli da un giorno all’altro: solo la pazienza e lo studio costante sotto adeguato controllo dell’istruttore porteranno significativi miglioramenti nel corso dei mesi.

 

( articolo di Marta Valeri )

 

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