Guardi la Tv?
A cura di Enzo Prisciandaro
Pubblicato il 21/11/2006
Se pure usaste una maschera, una parte di voi, il vostro corpo, direbbe comunque cosa pensate. La vita è tutta un teatro. Per questo oggi parleremo delle maschere sociali.
Nel quotidiano usiamo le parole spesso in base a stereotipi, frasi di circostanza.
Nel teatro biomeccanico di Meierol’d, regista russo fucilato durante le purghe staliniane, gli stereotipi verbali venivano usati come impulsi per determinare azioni.
Spesso vi capiterà di percepire, nel vostro interlocutore, il suo reale stato d’animo, anche quando con le parole tenderà a dirvi il contrario di quello che fa il suo corpo.
C’è un bellissimo libro, pubblicato parecchi anni fa, di Desmond Morris, che tratta proprio il linguaggio del corpo, che non è assolutamente uguale per tutti ma differisce da cultura a cultura, proprio come una lingua.
Perché vi dico tutto questo?
Perché, se siete attori o avete a che fare con il pubblico, anche come impiegati, commessi o altro, se simulate cortesia mentre il vostro interlocutore vi irrita, si vedrà che mentite.
Quindi, la cosa più utile che potete fare è: cercare di assumere il punto di vista del vostro interlocutore e capire le sue aspettative.

Sarete probabilmente meno irritati e riuscirete a risolvere contrasti che nel tempo, se si prolunga l’incomprensione, possono determinare gravi situazioni o impedirvi di lavorare in pace.
Ciò non toglie che qualcuno vi starà antipatico “a pelle”, avrete una sensazione di disagio e di irritazione. Sarebbe utile capire il perché, potreste farlo con una specie di brainstorming, dicendo ad un amico, tutte le sensazioni che provate quando il tale vi si avvicina e cosa gli direste se poteste esprimervi in libertà. Sicuramente usciranno fuori anche dei lapsus freudiani che vi diranno il
perché il tale vi è insopportabile. E’ probabile che muova in voi sentimenti radicati magari nell’infanzia, gelosie infantili, e chissà cosa altro. E’ importante capire se è un vostro problema, perché, se è così, è meglio che risolviate il problema con il lavoro precedentemente proposto: mettetevi nei suoi panni, cambiate punto di vista. Se invece è proprio una persona che dà le stesse reazioni anche ad altre persone, è probabile che il problema ce l’abbia lui!
Se è un superiore siete fritti. Finché potete girate a largo.
Se è un collega potete, con tatto, dire cosa non vi piace in lui. Se sembra capire ma poi non cambia atteggiamento allora ditegli con più chiarezza cosa pensate, senza aggredire. Non c’è bisogno di essere aggressivi, evitate semplicemente di intrattenervi con il soggetto in questione.
Ne guadagnerete in salute mentale. A volte ci si mette anni per adottare comportamenti che ci evitano di sprecare energie.
Provate e poi ditemi se non è vero.
( articolo di Susanna Gianpistone )