Guardi la Tv?
A cura di Enzo Prisciandaro
Pubblicato il 22/01/2007
Cosa manca ai giovani che si avvicinano al teatro? Dov'è la spirito e la volontà di fare, imparare, sacrificarsi? Bisogna Rubare con gli occhi e aprire i sensi al mondo, ma soprattutto, essere puri di cuore…
Cosa manca ai giovani che si avvicinano al teatro?
Care ragazze e ragazzi che cominciate ad avvicinarvi al teatro, vi devo un po’ tirare le orecchie!
Tutta la tenerezza che provo nel vedervi muovere i primi passi sulla scena, mi si spegne quando vedo il disamore, il cattivo atteggiamento nei confronti del lavoro che fanno i vostri colleghi in scena.
Per imparare a stare al mondo ed a stare in scena, che è un po’ la stessa cosa, le nozioni fondamentali sono poche. Un paio direi fondamentali: avere rispetto degli altri e di se stessi.
Vi vedo così disposti a criticare gli altri e pronti a giustificare voi stessi. Così acidamente ironici quando si lavora durante le prove. Non è così che si deve lavorare.
Buttate i soldi delle vostre famiglie, che vi assecondano in questa vostra “passione”, per fare laboratori con allievi di allievi degli antichi maestri, Stanislawskij, Grotowskij, Strasberg… e non siete disposti a lavorare sul vostro smisurato ego!!!!
Nel vostro sbuffare alle prove, nel sarcasmo, nell’alzata di spalle, nel buttare via una battuta suggerita al compagno, c’è tutta la vostra giovane età e lo spirito incendiario, ma quel che bruciate sono le vostre migliori energie!
Fatevi servire da chi ha qualche annetto più di voi. Sceglietevi il personaggio più piccolo, cominciate ad esempio dal secondo servitore ( se fate Goldoni ad esempio), più il personaggio è piccolo, più potrete scavare, metterci del vostro, inventare… I protagonisti delle tragedie o delle commedie hanno bisogno di supporti vocali, fisici, mentali, che si acquisiscono pian piano.
La fretta in teatro è madre del pressappochismo e della banalità. Aiutatevi con l’intelligenza e la pazienza. Con la disciplina. So che vi viene facile dire “Io quella la battuta la saprei dire meglio del Tale, io saprei fare meglio ed invece il regista mi fa dire due stupidaggini!”
Dimostrate con il vostro impegno, con la vostra serietà e costanza, che valete. Senza criticare gli altri, cosa che fa assumere alla vostra faccia una smorfia sgradevole che vi resta appiccicata all’anima!
Anche se non sembra, i registi vedono tutto, ed io, quando vedo persone positive, le scelgo per collaborare con me ai miei progetti, ma se vedo facce storte o sorrisi falsi… non vi sceglierò mai.
E lo stesso fanno gli altri registi!
Allora? Abbassate le penne?
( articolo di Susanna Gianpistone )