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Recensioni Cinema

Il diavolo veste Prada

A cura di Enzo Prisciandaro

Pubblicato il 05/02/2007

Un film semplicemente stupendo che scorre piacevolmente, con una Meryl Streep che si dimostra grande come sempre.

foto intervento

Titolo originale: The devil wears Prada
Nazione: U.S.A.
Anno: 2006
Genere: Commedia
Durata: 109'
Regia: David Frankel
Sito ufficiale: www.devilwearspradamovie.com 
Sito italiano: microsites2.foxinternational.com/it 
Cast: Meryl Streep, Anne Hathaway, Emily Blunt, Stanley Tucci, Adrian Grenier, Tracie Thoms, Rich Sommer
Produzione: 20th Century Fox, Fox 2000 Pictures, Peninsula Films
Distribuzione: 20th Century Fox
Data di uscita: Venezia 2006
13 Ottobre 2006 (cinema)

 

Recensione:

“Il diavolo veste Prada”, tratto dall’ omonimo best- seller di Lauren Weisberger, è una commedia frizzante, divertente dove la vera protagonista è la moda. A ritmo serrato viene mostrato lo spietato mondo dell’ haute couture, con tutto quello che ne concerne: negozi lussuosi, le strade affollate di New York, i colori, la frenesia, gli isterismi, il glamour, la pubblicità, le più grandi firme mondiali, gli abiti griffati, le feste vip, il potere, l’ importanza dell’ apparenza; e tutto questo avviene all’ interno della caotica redazione di “Runway”, la più influente rivista americana nel settore della moda. La direttrice è la leggendaria Miranda Priestly, elegante, spietata, cinica donna di grande potere. Andy, invece, che si ritroverà presto tra le grinfie di Miranda e della sua assistente, è un animo semplice, di grandi principi, che vede con disdegno questo luccicante mondo patinato.
Il susseguirsi movimentato delle scene e dei dialoghi scoppiettanti rendono la pellicola fluente e molto piacevole.
E’ un genere disimpegnato, ma fa ricordare che anche in un’ industria che può apparire superficiale e frivola, come quella della moda, c’ è dietro un duro lavoro fatto di sacrifici da parte di migliaia di persone che ci lavorano all’ interno.
Sottolinea l’ importanza della tenacia e della determinazione a raggiungere i propri obiettivi, anche se a tutto c’ è un limite soprattutto quando ci si dimentica dei propri valori e principi, della propria identità e delle persone a cui si vuol bene, il tutto facendolo senza falsi moralismi ma con ironia e leggerezza.
Il furore di New York, il romanticismo di Parigi rendono l’ ambientazione perfetta; le musiche di Theodore Shapiro con i brani di Madonna, U2, Moby, Alanis Morisette danno una buona colonna sonora al film, ma il grande merito va dato a tutto il cast. Ogni personaggio è al suo posto, Stanley Tucci nei panni del modaiolo collaboratore gay dall’ aria altezzosa ma dal cuore tenero, Emily Blunt, presuntuosa viperetta disposta a tutto, Anne Hathaway, dolce e determinata,
dall’ aria un po’ ingenua; ma la vera star del film è lei, Meryl Streep, formidabile nel ruolo di Miranda, anche se ricorda, forse troppo, Crudelia de Mon. Una donna in carriera, di potere, arrogante e dispotica, dallo sguardo tagliente e dalle battute fulminanti, un personaggio che a tratti può essere universale e che di certo non sbalordirebbe se fosse un uomo. E questo è tutto, come direbbe l’ affascinante Miranda Priestly.

 

 articolo di Paola Dongo )

 

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