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Televisione, Cinema e Società

Omaggio ad Alberto Sordi.

A cura di Enzo Prisciandaro

Pubblicato il 07/02/2007

Alberto Sordi, il Re del Cinema Italiano, la maschera capace di fotografare un’epoca, ancora vivo nel ricordo dei romani e di Roma.

foto intervento


Era il 25 Febbraio del 2003 e Roma, la città eterna, piangeva lacrime di dolore. Se ne andava uno degli uomini più rappresentativi di questa città, il Re del cinema italiano, colui che ha regalato risate e momenti di riflessione e commozione a tanti, il romano per eccellenza, simpatico, burlone, schietto, amato e amabile ma al tempo stesso schivo e riservato. In quel triste giorno, tutta la città di Roma e tutti i romani, sfidando freddo e pioggia hanno fatto ore ed ore di fila al Campidoglio per dare l’ultimo saluto ad Alberto Sordi.

L’Albertone nazionale ha rappresentato il cinema italiano nel mondo. È stato non solo una maschera, capace di fotografare l’italiano medio e interpretare ruoli comici e figurativi di un’Italia che dopo la guerra si rimboccava le maniche per rimettersi in carreggiata, ma è stato anche un grandissimo attore drammatico capace di regalare intensi momenti di recitazione che difficilmente dimenticheremo.

Per Roma è stato un esempio, un simbolo, qualcosa che non si può prescindere da questa città.  
La culla del cinema, il tempio delle arti, le vie di Cinecittà sono tutti luoghi dove Alberto Sordi è passato, lasciando un segno e ancora oggi la sua presenza è forte e significativa.

Circa 150 film e tanti riconoscimenti legati alla figura di Alberto Sordi artista ma soprattutto uomo. Ricorderemo tutti la nomina a Sindaco per un giorno della città di Roma e indimenticabile la commozione e la gioia dipinte sul volto dell’artista.

Un volto che ha segnato un’epoca e che ancora continua ad essere attuale. Una risata, la sua, che racchiudeva tutta la sua gioia di vivere e di fare questo mestiere.

Tante anche le voci e le leggende su Alberto Sordi uomo come, per esempio, quella che lo dipingeva una persona avara e poco generosa, legata molto al denaro. Voce che si è andata subito a smentire dopo la sua morte quando con l’usufrutto della sorella il grande Sordi ha lasciato tutti i suoi averi ad una comunità di bambini orfani.

Una generosità forse non esasperata e non manifestata come si usa fare oggi ma decisamente più vera ed importante.

Alberto Sordi rimarrà sempre un’icona del Cinema Italiano e anche se lui stesso nominò Carlo Verdone, con il quale recitò nella pellicola “In viaggio con papà”, suo degno erede, credo sarà molto difficile trovare qualcuno che possa ombrare anche minimamente il suo ricordo.

Molte in questi giorni le manifestazioni d’affetto nei confronti di Alberto Sordi e tra le tante una mostra fotografica del grande Pietro Pascuttini, fotografo che ha immortalato tanti mostri del cinema e del jet set nazionale ed internazionale, che ci mostra un Sordi artista, uomo, ma soprattutto romano.

 

( articolo di Moreno Amantini )

 

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