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By Lavorare nello Spettacolo di Enzo Prisciandaro
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Lavorare nello Spettacolo di Enzo Prisciandaro guida dal 14-09-2006

Scenotecnica: principali e telai

Continuiamo a parlare degli elementi che formano il corredo di un Teatro

foto intervento

.    Nell’articolo precedente abbiamo parlato degli elementi scenici che formano il corredo di un teatro: quinte, soffitti, fondali. Oggi aggiungeremo un altro elemento scenografico utilizzato sul palco: il principale. Un principale altro non è che un soffitto al quale vengono rese solidali due quinte laterali, formando così una “U” rovesciata che delimita lo spazio a destra, sinistra e in alto, rispetto alla vista dello spettatore.

   Ovviamente anche il principale può essere dipinto e scenografato, divenendo così parte dell’elemento decorativo di una scena. Un’infilata di principali, l’uno dietro all’altro, crea un effetto di profondità nella scena; non a caso nel teatro barocco erano utilizzate spessissimo le tele dipinte a mo’di alberi fronzuti che, intrecciandosi l’uno all’altro, davano l’impressione di addentrarsi in una selva. Molto diffuso è anche il disegno architettonico ad arcate che dà la sensazione di muoversi sotto la volta di una galleria monumentale.

   Il lessico che designa le parti di un principale fa quasi sorridere: la parte alta, il soffitto, per intenderci, si chiama cervello, mentre le due quinte laterali sono chiamate gambe. Se un principale ha una gamba sola (per motivi scenografici, ovviamente) viene detto zoppo.

   Tutti gli elementi scenici di cui trattiamo possono essere dipinti su tela, o confezionati in panno o velluto, e quindi tenuti in piedi da un tiro, una volta legati allo stangone di testa. Esiste però un altro modo di reggere le tele scenografiche e dar loro forma e cioè l’applicazione del tessuto su un telaio. I telai da quinta più tradizionali sono formati da cantinelle assemblate per mezzo di viti o chiodi, secondo uno schema preciso: due montanti laterali, un traverso di testa di piede, un traverso ogni 80/100 cm (tranne quello più vicino al piede, detto sessantino perché si trova a 60 cm da terra per facilitare il trasporto del pezzo, come vedremo più avanti) e due diagonali a “V” che assicurano la tenuta a tutta la struttura, assicurandone lo squadro, cioè che i quattro lati rimangano ortogonali l’uno all’altro.

   Se il telaio va smontato dopo lo spettacolo, si assembla il legname con viti, oppure con chiodi non piantati fino in fondo, così da poter essere estratti; se invece il telaio viene costruito per resistere nel tempo, si uniranno i listelli con colla vinilica da legno e chiodi piantati fino in fondo.

   Oltre al tessuto, sui telai scenografici si può applicare compensato leggero da 4 mm: in questo caso la quinta si dirà tamburata. Lo schema di un telaio su cui si applicherà il compensato differisce da quello di un telaio da stoffa: non vi si trovano le diagonali perché è il foglio stesso a tenere lo squadro, mentre aumenta il numero di montanti. Ovviamente, se si rende necessario utilizzare più fogli di compensato per rivestire la quinta, si collocherà un traverso a cavallo della giuntura. Là dove montanti e traversi si incrociano, si collocherà un quadratino o un esagono ritagliato nel multistrato da 1 cm, detto fazzoletto, che, incollato e inchiodato ai listelli, renderà più solida la giuntura.

   Nei prossimi articoli tratteremo i metodi di intelaiatura delle quinte in maniera più approfondita, parlando anche della ferramenta in uso sul palco e dei metodi di giunzione tra gli elementi di scena.

   Una quinta di tela fissata su una struttura di legno non si dirà intelaiata ma, più curiosamente, quinta...armata.

 

( articolo di Benedetta Dalai )
 
 

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE SCENOTECNICA:

BRUNO MELLO: Trattato di scenotecnica. Serie Gorlich, De Agostini, Novara, 1962.

EMANUELE LUZZATI, TONINO CONTE: Facciamo insieme teatro. Einaudi "Gli struzzi", Torino, 1977.

DARIO FO: Manuale minimo dell'attore. Einaudi "Stile libero", Torino, 1987/97.

TEATRO ALLA SCALA, LA MAGNIFICA FABBRICA. Ed. Electa Mondadori, Milano, 2005.

BENEDETTA DALAI: ABC della scenotecnica. Dino Audino Editore, Roma, 2006