Guardi la Tv?
A cura di Enzo Prisciandaro
Pubblicato il 27/02/2007
Dalla propedeutica per bambini alle lezioni per professionisti, prendiamo in esame la lezione di sbarra a terra, un ottimo metodo di studio e riscaldamento per danzatori a tutti i livelli e per qualsiasi tecnica.
Il termine sbarra a terra venne introdotto verso la metà del secolo scorso ad indicare una serie di esercizi, solitamente i primi in ordine cronologico alla sbarra durante la lezione di classico, da eseguirsi distesi a terra. Intorno agli anni ’50 il maestro Boris Kniaseff diffuse questa metodologia di lezione come alternativa alla lezione quotidiana di tecnica classica. Il metodo suscitò interesse specialmente presso l’Accademia di Danza che ne introdusse gli esercizi nelle lezioni di tecnica e riscaldamento a più livelli.
Oggi, la sbarra a terra è una lezione, anche se a volte considerata demodé e superata e rimpiazzata dal Pilates o da altre tecniche di allungamento e potenziamento muscolare, ancora utile e sfruttata per diversi scopi. Una versione riveduta e corretta della sbarra a terra di Kniaseff è la base della lezione di propedeutica alla danza per i bambini: si tratta di una serie di esercizi che preparano l’apparato muscolo-scheletrico ad affrontare i livelli più avanzati della tecnica, facendo comprendere ai bambini i principi fondamentali dei movimenti principali ed allenando, ad esempio, la loro capacità di allineare il corpo, il loro equilibrio, l’en dehor, il controllo e la precisione.
D’altra parte, qualunque sia lo stile di danza al quale si fa riferimento, le qualità motorie da allenare e migliorare sono le medesime: mobilità articolare, forza, equilibrio e controllo posturale. La sbarra a terra si dedica completamente al corpo del ballerino e alla sua costruzione “pezzo per pezzo”, concentrandosi sulla muscolatura sia fasica che tonica. Gli esercizi per la muscolatura addominale e paravertebrale eseguiti in isometria servono alla stabilizzazione e al controllo motorio, funzione dei muscoli “tonici”, mentre i muscoli “fasici” sono quelli più superficiali e potenti, ma anche meno resistenti. Per questo, la muscolatura profonda deve essere potenziata in qualità di fondamentale impalcatura di sostegno.
Nel riscaldamento, gli esercizi sono di natura più globale; durante questa fase si attivano tutti i grandi sistemi aumentando la temperatura dei muscoli e delle articolazioni per permettere flessibilità e una migliore contrazione. Si passa poi ad una fase più specifica in cui gli esercizi di potenziamento si concentrano sul mantenimento della postura, sul lavoro di extrarotazione dell’anca per raggiungere un eccellente en dehor e sull’estensione del piede. In questa fase, si pone molta attenzione sulla precisione e l’accuratezza di ogni esercizio per non prendere “vizi” e cattive abitudini e non distribuire il peso del corpo in maniera scorretta.
Eseguendo quasi tutta la lezione a terra, il corpo si confronta con una superficie rigida che permette di concentrarsi sull’esecuzione avendo un supporto che faciliti la stabilità.
Nell’ultima fase si passa allo stretching classico ed esercizi più intensi di ipermobilità ed estensione.
All’atto pratico, esistono molti metodi diversi di sbarra a terra. C’è chi si concentra sullo studio, come dicevamo al principio, degli esercizi della sbarra, quindi eseguendo ad esempio pile, tendus, rond de jambe e adagi a terra, sfruttando il pavimento, ad esempio, per allineare il bacino e potenziare schiena e addominali, e chi invece prende maggiormente spunto dal Pilates e dagli esercizi posturali. Ad ogni modo, una buona lezione di sbarra a terra (indicata anche per i professionisti, magari una volta alla settimana) può essere utile per prevenire traumi di vario genere, deve essere eseguita in maniera graduale anche da chi non ha difficoltà di estensione e rotazione al fine di riscaldare adeguatamente muscoli e legamenti e può essere utile anche per il recupero di chi rientra in attività dopo un lungo periodo di pausa dovuto a gravidanze o infortuni o per quei professionisti che, in periodi molto stressanti di prove e spettacoli, non hanno tempo e modo per dedicarsi quotidianamente alle lezioni di tecnica regolari.
( articolo di Marta Valeri )