Guardi la Tv?
A cura di Enzo Prisciandaro
Pubblicato il 25/04/2007
Un breve resoconto del workshop con Susanne Linke appena conclusosi a Napoli: un incontro importante e ricco di contenuti stimolanti per chi ancora, nel teatro, in fondo ci crede…
Si è concluso domenica 15 aprile il workshop con Susanne Linke presso l’Art Garage di Napoli, tre incontri di circa 4 ore ciascuno in cui la grande Maestra ha cercato di introdurre un ristretto numero di studenti al mondo del teatro danza e al suo personalissimo e sorprendente modo di lavorare. Essendo stata tra i pochi privilegiati, mi sento in dovere di dare un resoconto di questa esperienza soprattutto attraverso le parole e i pensieri che, durante le lezioni, la coreografa ha scelto di condividere con noi.
Tedesca, Susanne Linke studia prima a Berlino con la capostipite della danza espressionista Mary Wigman, poi ad Essen per proseguire la sua formazione sotto la guida di Hans Züllig. Dal ’70 al ’73 danza presso il Folkwang Dance Studio diretto da Pina Bausch, iniziando ad elaborare le sue prime coreografie. Nel giro di pochi anni ottiene un ampio consenso internazionale per i suoi lavori e lavora come coreografa ospite in Europa, India e nelle Americhe. Responsabile del Folkwang Dance Studio di Essen, ha elaborato una sua personale ricerca a volte provocatoria in cui i sentimenti più profondi e le emozioni prendono corpo in una sorprendente armonia formale, riuscendo a riunire, nel suo stile, da vera pioniera, la tradizione storica della danza tedesca e gli sviluppi del contemporaneo teatro-danza. All’inizio degli anni ’90 forma la sua compagnia; nello stesso periodo, il teatro Hebbel di Berlino le offre di diventare artista residente, dove elabora una nuova coreografia ogni anno. Nel 1994 fonda una compagnia insieme ad Urs Dietrich in veste di co-direttore, la Bremer Tanztheater, con cui ha visitato molti paesi europei ed è andata in tour nel sud-est asiatico. Nel 2000 dà vita al Centro coreografico di Essen di cui assume la direzione, continuando il suo lavoro di coreografa freelance.
Durante il workshop, abbiamo tentato di entrare nel suo mondo attraverso uno studio delle energie, quella da trattenere per sostenere il corpo e quelle da controllare per regolare l’espressività. Abbiamo utilizzato gli equilibri, le oscillazioni, la resistenza dell’aria e studi di coordinazione per creare la danza anche dai movimenti più semplici, da spostamenti apparentemente infinitesimali, da gesti quotidiani che possono diventare coreografia semplicemente esaltandone le tensioni. E’ difficile raccontare con precisione la lezione, decisamente non convenzionale nella sua struttura: basti sapere che si è trattata di un’esperienza sicuramente diversa da una qualsiasi classe di contemporaneo. Sicuramente insufficienti per penetrare a fondo nel teatro-danza, tre giorni comunque utili per far crescere la nostra consapevolezza di danzatori e per invogliarci a lavorare con serietà, impegno e un reale intento artistico in quello che è il teatro oggi.
Non meno illuminanti sono state le parole con le quali Susanne Linke ci ha congedati. Ci ha parlato di cose che in parte sappiamo già: di quanto il mondo della danza stia attraversando un momento durissimo in tutto il mondo, soprattutto in Europa, ma in special modo in Italia, questo paese di artisti e di cultura che ha buttato al vento tradizioni, studi, menti e genio nel giro di poco più di un decennio. Ci ha parlato di come l’unico modo per poter superare questo momento sia di lavorare in maniera compatta, onesta, costante e artisticamente valida, senza spaventarsi di fronte alle difficoltà organizzative, alle scarse gratificazioni economiche, agli ostacoli politici e alla diffidenza e all’ignoranza del pubblico, tutti muri alti ed impervi, ma non impossibili da superare. Ci ha raccomandato di prendere esempio dal modo in cui stanno affrontando questa crisi le compagnie negli States: non facendosi la guerra tra di loro a caccia di una “nicchia” in cui sopravvivere, ma riunendosi, creando dei poli culturali e artistici, mettendosi in competizione in maniera sana, fruttuosa, e non stupida. Ci ha raccomandato di imporci di essere “open-minded”, aperti alle novità, a tutte le forme di arte e di cultura, al confronto, allo scambio, alla sfida, cosa che lei ha fatto per oltre quarant’anni e che l’ha portata dov’è oggi.
E infine ci ha ricordato, con spensierata ironia, che il palcoscenico non e’ una terapia (quindi di non mettere in scena ore ed ore di respirazione, ottimo riscaldamento ma pessimo spettacolo!) e che la danza è vibrazione.
Tutte parole sagge, meravigliose, galvanizzanti. Purtroppo, ho avuto l’impressione che la maggior parte degli astanti, molti dei quali maestri di danza o giovani aspiranti coreografi, mentre annuiva convinta, in cuor suo ringraziava il cielo che i “colleghi” presenti avessero le loro scuole in città diverse dalla propria, e si dimenticherà del concetto di sana competizione al prossimo concorso nazionale di danza.
Spero di sbagliarmi.
Per chi fosse interessato a studiare con Susanne Linke può trovare informazioni sui suoi workshop tramite motori di ricerca. Il suo prossimo corso si terrà i primi di Maggio presso l’Atelier Carolyn Carlson a Parigi.
( articolo di Marta Valeri )