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Recensioni Cinema

Mio fratello è figlio unico

A cura di Enzo Prisciandaro

Pubblicato il 01/06/2007

Un film che tratta la politica, senza essere politico; la nuova opera di Lucchetti, tratta da un romanzo di Pennacchi.

foto intervento

di Daniele Lucchetti 
 

Un film che ha come tematica principale la politica e le divisioni ideologiche di due fratelli appartenenti a due fazioni politiche completamente opposte (fascismo vs comunismo), pur senza parlare di politica.

Tratto dal romanzo "Il Fasciocomunista" di Antonio Pennacchi, la pellicola narra le vicende di due fratelli: Accio (E. Germano), attaccabrighe, spiccatamente fascista, sempre in lotta con se stesso e con  gli altri, e Manrico (R. Scamarcio) brillante e, al contrario del fratello, idolatrato dalle donne e dai compagni del partito Comunista a cui appartiene.

Siamo a cavallo tra gli anni '60 e '70, quando ancora la politica era ideologia, quando gli scontri avvenivano per difendere un ideale, un pensiero, uno stile di vita, e i due fratelli si trovano più volte coinvolti all'interno di lotte tipiche di un periodo carico di passioni. Amano la stessa donna, lottano per idee differenti e per affermare se stessi, entrambi con la stessa convinzione e focosità.

Lucchetti è bravo nel narrare una vicenda complessa senza mai schierarsi, sottolineando il buono e il cattivo di ambedue le sponde politiche, esprimendo come concetto il fatto che le estremizzazioni sono sempre dannose e il modo di perorare la causa di una o l'altro partito talvolta si assomigliano, sfociando in una comune ingiustificata violenza.

Attori ottimi e ben diretti; spicca Elio Germano, presente in gran parte del film, spesso ironico e divertente, ma di forte presenza scenica, mai in ombra nonostante l'ormai noto carisma di Scamarcio con cui deve misurarsi.

Ottime anche le interpretazioni della Finocchairo, nel ruolo della madre a volte isterica e provata dalle difficoltà economiche in cui versa la famiglia, e di Zingaretti nel ruolo del fascista Mario: un personaggio in grado di esaltare la sua fisicità e la sua forza di carattere.

Un film interessante, complesso per certi versi, ma di grande spessore morale e non solo; un film in grado di farti pensare  a come, negli anni, i grandi ideali, si sono piano piano spenti lasciando spazio a idee prive di passione, idee a volte sterili.

 

( articolo di Selene Coccato )

 

 

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