Guardi la Tv?
A cura di Enzo Prisciandaro
Pubblicato il 03/06/2007
Roma, 2 giugno 2007 il re dei Sorcini, Renato Zero, in concerto allo Stadio Olimpico.
Anche se ben diverso dal genere di cui solitamente mi occupo, queste righe mi sembravano doverose quantomeno per la stima che nutro nei confronti di Renato Zero. Naturalmente come tantissimi altri romani, anche io non potevo mancare e alle ore 21.10 del 2 giugno il mio applauso si è unito a quello di milioni di altri “sorcini” e tutti insieme abbiamo accolto, nella suggestiva cornice dello Stadio Olimpico di Roma, Renato Zero.
Un tour che sceglie di partire proprio dalla città natale dell’artista e che già per suo allestimento si presenta molto provocatorio: Mp Zero Tour 2007 è il titolo della tournee che farà il giro dell’Italia e che ricorda la musica “compressa” e scaricabile da Internet che Renato proprio non ama.
Un corpo di ballo meraviglioso, quattro coristi ed una band composta dai migliori musicisti che si possano trovare sulla piazza, hanno dato vita ad uno spettacolo fantastico. Tutto il resto? Zero.
Uno Zero decisamente maturo, diverso, che ha saputo far apprezzare la profondità dei suoi testi regalando momenti di comunicabilità del tutto inediti ed indimenticabili.
Un Renato molto lontano dai tempi che lo vedevano immerso in paillettes e lustrini ma capace al tempo stesso di mantenere quell’estro e quegli accenni di “follia” che solo lui sa conquistare e regalare al suo pubblico.
Un concerto diverso dal solito che ha lasciato tantissimo spazio alle parole e alla comunicazione. Molti i momenti in cui l’artista ha scelto di parlare faccia a faccia con i suoi fan, con quel dialetto e quella gestualità tipici della gente di Roma. Veri. Autentici.
Tre ore di assoluto spettacolo in cui Renato Zero ha saputo spaziare da canzoni brillanti come “Il Triangolo” e “Sesso o Esse” a canzoni più profonde come “Accade” e “L’impossibile Vivere”. Momenti di puro divertimento, ballo e follia e momenti di pura riflessione e commozione. Questo è Renato Zero. L’artista che ha anticipato i tempi. Colui che per la sua stravaganza è stato tanto rinnegato, etichettato, deriso e che oggi proprio per essere stato in grado di affermare quella semplicità nell’essere diverso è così tanto amato.
Un uomo capace di riunire al suono della sua musica intere generazioni. La cosa più bella dei concerti di Renato Zero è veder cantare la stessa canzone da un ragazzo di venti anni e da un uomo di settanta.
La serata è stata aperta dalla dolce e suadente voce di Mariella Nava che ha intrattenuto il pubblico fino all’inizio del concerto dove un grande Renato Zero ha anche duettato con un mitico Gino Paoli.
Serata decisamente riuscita che come di consueto non poteva che concludersi con “Il Cielo”, pezzo storico del repertorio di Zero e con la solita raccomandazione che tanto Renato ama fare ai suoi “sorcini”: “…Non dimenticatemi, eh!”
( articolo di Moreno Amantini )