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Danza Moderna e Contemporanea

Dinamica jazz:

A cura di Enzo Prisciandaro

Pubblicato il 15/06/2007

La dinamica nella danza Jazz: le sue forme, intensità ed energia dei movimenti, il fondamentale rapporto con il ritmo e i suoi accenti.

foto intervento

La grande innovazione della danza jazz, rispetto al passato, è proprio l’introduzione del concetto di dinamica del movimento. Un movimento dinamico è un movimento intenso, energico, non è per forza sinonimo di movimento veloce. Viene data particolare importanza all’accento musicale, è quindi strettamente collegato al concetto di ritmo musicale che il danzatore deve seguire, interpretare, esprimere, trasformare in movimento e rendere significativo. La musica è molto importante ma non deve mai sovrastare la coreografia, altrimenti tutto il lavoro coreografico risulterebbe piatto e lo spettatore sarebbe così rapito e distratto unicamente dalla musica. Devono invece procedere di pari passo, danza e musica, l’una collegata all’altra, l’una che si riferisce all’altra, la danza deve rendere la musica movimento espressivo e significativo e non deve subirla, ma diventare un tutt’uno con essa. E nella danza jazz, in particolare, si seguono gli accenti e le battute forti e soprattutto i numerosi cambi di frase e di accenti che rendono appunto il movimento dinamico, energico e mai uguale a se stesso o ripetitivo. Ecco perché a ogni cambiamento di frase musicale si associa un cambiamento di frase di movimento creato dal coreografo per rendere il suo lavoro variabile e coerente con la musica che si sta usando. Così come è necessario marcare gli accenti musicali facendoli coincidere con gli altrettanto determinanti accenti coreutici. Il senso che si deve dare ad una coreografia jazz è creare il più possibile delle varianti eseguendo movimenti in tempi differenti, in differenti direzioni e differenti dinamiche. Dalla parte opposta, ma non per questo di minore importanza, c’è la sospensione, un temporaneo arresto del movimento, che non è da confondere con un arresto vero e proprio, non appare come un fermo immagine, non si tratta assolutamente di un movimento finito, ma è un movimento sì tenuto, ma nello stesso tempo allungato che viene portato dal danzatore alla sua massima espansione, al suo apice questo dà il senso della suspense ( l’ esempio più semplice è quello del salto, che prevede una sospensione in aria, ma sono molte altre quelle usate nel jazz proprio da contrapporre al movimento dinamico e accentato, per dare colore alla coreografia).
 Caduta e recupero e figure di fuori-peso o fuori –equilibrio sono peculiarità del concetto di dinamica nella danza jazz alla base dei quali permangono delle opposizioni che fanno apparire alcuni movimenti lenti, in realtà sono controllati, altri più veloci; quello che li accomuna è l’uso dell’energia in entrambi i casi molto intenso: tutto questo è dinamica, ossia l’espressione di massima energia.

( articolo di Ramona Piccini )

 

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