Guardi la Tv?
A cura di Enzo Prisciandaro
Pubblicato il 29/06/2007
Il nuovo formalismo di Merce Cunningham: La ricerca sperimentale sul movimento condotta da Cunnigham che ricrea e sviluppa il gesto in tutte le sue possibili dimensioni d’esistenza, considerandone sempre la realtà autonoma e non quella emotiva e introspettiva.
A partire dagli anni ’50 la danza moderna americana comincia a recuperare le forme del classico che precedentemente erano state del tutto rinnegate. Non esisteva più l’assoluto rifiuto ideologico e pratico della danza accademica, anzi ci si rese conto che l’adozione parziale, funzionale, non alla lettera della tecnica classica poteva essere molto efficace nell’ incontro con le più innovative forme di danza. Se le pioniere della danza moderna, Isadora Duncan, Martha Graham, Doris Humphrey e Ruth St. Denis; avevano messo l’accento sul valore espressivo della parte centrale del corpo, e non più come nel balletto, esclusivamente sugli arti inferiori, i nuovi creatori tendono, invece, a una tecnica più eclettica e completa, dove anche le gambe riacquistano la loro importanza. Si apre una nuova epoca dove predomina il concetto di astrazione, il movimento diventa antiemotivo e spersonalizzato, il corpo del danzatore esplora lo spazio intorno a sé al di là di qualsiasi proposizione direttamente didascalica, ideologica, filosofica. Questa nuova tendenza è chiamata nuovo formalismo, o anche il post-modern. Il precursore di questo movimento fu proprio Merce Cunningham, che fu già allievo e danzatore della Graham, che pone l’accento sul gesto artistico con fine estetico più che su quello portatore di significato. E’ più importante il qui ed ora il momento della performance dove il corpo mostra solo se stesso senza preoccupazioni formali o contenutistiche. All’età di diciotto anni Cunningham cominciò a prendere lezioni di tecnica Graham a Seattle da Bonnie Bird, che aveva lavorato nella sua compagnia. Nell’estate dello stesso anno frequentò uno stage con la stessa Graham al Mills College in California e lì Martha Graham chiese a Cunningham di andare a New York e di fare parte della sua compagnia. Ma gli consigliò anche di prendere lezioni all’ American Ballet School: così cominciò il distacco dal gruppo e l’inizio delle sperimentazioni per Cunningham. La ricerca sperimentale sul movimento, che ancora oggi viene condotta attivamente nel Cunningham Dance Studio, tende alla creazione di una danza dinamica e imprevedibile, che trova da sé, nel suo stesso svolgimento, il proprio significato, e non in finalità interioristico- espressive: siamo all’estremo opposto rispetto a Martha Graham. Cunningham operò una vera e propria sintesi tra i due stili, quello accademico e quello grahamiano, ottenendo un nuovo stile mai esistito fino ad allora: dal primo prende l’uso di gambe e piedi, dal moderno l’uso fondamentale della parte centrale del corpo e le curve della bassa schiena.
( articolo di Ramona Piccini )