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By Lavorare nello Spettacolo di Enzo Prisciandaro
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Lavorare nello Spettacolo di Enzo Prisciandaro guida dal 14-09-2006
24 Fotogrammi per dire cinema, incontro con Michele Vitiello, assistente tecnico di Istituzioni di Regia Digitale.
Capelli lunghi, occhi azzurri, figura smilza… Michele Vitiello, prima di diventare assistente tecnico presso la cattedra di Istituzioni di Regia Digitale del Dipartimento Arti e Scienze dello Spettacolo (Facoltà di Scienze Umanistiche, Università La Sapienza) ha fatto l’attore, l’assistente di produzione, il regista, chiudendo così un cerchio di nozioni e abilità che gli hanno valso maggiore competenza e consapevolezza in un campo che il vecchio motto «impara l’arte e mettila da parte» ha sempre immeritatamente snobbato.
Studiare cinema, teatro, teoria audiovisiva e non saper mettere in pratica quanto appreso, è un vero sacrilegio – parte da questa semplice e onesta considerazione il progetto che Michele propone al suo Presidente di Corso, al Direttore del Dipartimento, al Collegio Docenti, a Lazio A.D.I.S.U., agli studenti del D.A.S.S.: ovvero la simulazione di una piccola produzione cinematografica mediante un laboratorio teorico-pratico che valga non solo dei crediti formativi agli studenti coinvolti, ma soprattutto grazie al quale, in un futuro non troppo lontano, seguano altre iniziative similari che rendano l’orientamento umanistico universitario sempre meno relegato alla sfera del concettuale e sempre più abilitante al mondo del lavoro.
Ma veniamo al progetto vero e proprio. Ventiquattro fotogrammi: il titolo. Su 360 iscritti oltre il 60% ha partecipato con entusiasmo e impegno sia al seminario teorico che alla realizzazione pratica degli elaborati visivi; 9 macroarie di produzione (mini troupes indipendenti) così suddivise: cortometraggio, documentario, spot, video musicale, videoinstallazione, performance live, fotografia, musica, h 24 (un progetto sperimentale di ripresa continua da parte di 24 studenti, in una staffetta della telecamera che mostra, in 24 ore, un lunghissimo piano sequenza nelle modalità di genere e di tecnica di ripresa le più svariate, supportato da un commento audio). Alla fine della lavorazione, i prodotti ottenuti hanno dimostrato un più che discreto livello di professionalità nonostante gli scarsi mezzi a disposizione e una certa acerbità dei novelli documentaristi, registi, fotografi, attori, montatori.
Aneddotici, a tal proposito, gli episodi che hanno visto attuare ogni sorta di espediente pur di assicurare la riuscita di un effetto: per fare una carrellata – tecnica che serve a rendere fluido il movimento di macchina – una troupe ha pensato bene di sostituire gli indispensabili binari con un carrello della spesa. Al posto del dolly – macchina da presa montata su un braccio meccanico – una squadra ha affidato le riprese dall’alto ad un braccio umano: quello del regista, mantenuto strategicamente in bilico su un tavolo. La steadycam è una macchina da presa montata mediante un’imbracatura addosso all’operatore e munita di appositi ammortizzatori di movimento che stabilizzano l’immagine; per ovviare alla mancanza di un’attrezzatura così sofisticata e dispendiosa, alcuni studenti hanno fissato la macchina da presa sul tettuccio di un’automobile spingendo poi il mezzo, a folle, in maniera continua e soprattutto silenziosa! E ancora centinaia di altri bizzarri escamotages potrebbero essere qui citati, a riprova di come il perseguimento tenace di un obiettivo apparentemente più grande delle proprie possibilità, riesca a rendere irrilevanti anche le difficoltà più oggettive.
Certamente le finalità di questo progetto (le proiezioni dei lavori si svolgeranno nell’Ateneo nel mese di novembre) sono state ampiamente raggiunte: fornire competenze tecniche agli studenti; stimolarli all’iniziativa artistica (futura iniziativa lavorativa); creare dei solidi presupposti per una più ricca didattica futura, come dimostrano i prossimi due progetti di Vitiello: Sensi e Prospettive (lavoro sulla stimolazione dei cinque sensi mediante varie tecniche performative durante la manifestazione culturale di Sapienza Estate) e Ri-tocca i monumenti di Roma (una proposta di recupero artistico e monumentale della capitale in collaborazione con l’I.P.S. “Virginia Woolf” tramite la tecnologia di ritocco digitale.
Info: http://w3.uniroma1.it/24fotogrammi/
http://blog.libero.it/studentidass
( articolo di Vanessa Sacco )