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By Lavorare nello Spettacolo di Enzo Prisciandaro
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Lavorare nello Spettacolo di Enzo Prisciandaro guida dal 14-09-2006

Il Rabdomante di Cattani: il dono dell’acqua

Il Rabdomante di Fabrizio Cattani, dopo una serie di importanti riconoscimenti, è approdato nei cinema in ben 15 città.

foto intervento

Il film è una commedia intensa, toccante nel finale, attraversata da tinte noir e riflessioni a sfondo ambientalista, a metà strada tra il cinema d’autore e quello commerciale: la sua forza è in questa riuscita mescolanza di generi. A tutto ciò si aggiungono i caratteristici accenti meridionali, le riprese nell’affascinante Matera, le musiche coinvolgenti di Louis Siciliano ed un cast accattivante, mai sopra le righe, con due caratteristi d’eccezione quali Massimo Sarchielli e Lucianna De Falco, quest’ultima di un’ironia veramente disarmante. Una storia in cui si fondono i quattro elementi, intrecciandosi parallelamente ai destini dei diversi personaggi: in una terra arida e brulla un quarantenne schizofrenico, Felice (uno strepitoso Pascal Zullino, miglior attore al Clorofilla Film Festival), ha il dono di sentire l’acqua e quindi di aiutare i contadini del posto che soffrono la siccità; incontra Harja (Andrea Osvart), una giovane ragazza dell’Est, pura come l’aria che il suo nome evoca, in fuga dalle grinfie (e pallottole) infuocate del boss malavitoso Ninì Cintanidd, il quale cerca con veemenza di padroneggiare gli altri tre elementi. Vera protagonista della storia è l’acqua: lo si capisce fin dalle prime immagini del liquido amniotico, che unisce-divide la madre dal/la figlio/a. Suggestiva la scena in cui l’acqua avvolge il protagonista come un guanto protettivo. Il rapporto che c’è tra lei e Felice è magico: “Ha un’anima ed io la sento..Certe volte la cerco io, altre volte è lei che mi chiama. Io so ascoltarla…lo sai che può parlare?”. Una scommessa riuscita quella del coraggioso Cattani, sia per la scelta dell’autoproduzione che per i temi scottanti che affronta sempre con un sapiente tocco di leggerezza. La pellicola, premiata come miglior film al Festival Nazionale Legambiente “per aver affrontato un argomento importante con il tono della commedia ed aver tratteggiato due figure pure come i paesaggi che fanno da sfondo al film”, rappresenta perciò un esempio per tutti coloro che credono nei buoni sentimenti e nell’attaccamento alle tradizioni, ma soprattutto che tengono alla fonte primaria della vita: l’acqua.

di Erika Eramo