Guardi la Tv?
A cura di Enzo Prisciandaro
Pubblicato il 23/11/2007
Sabato 17 novembre, durante il primo meeting nazionale dei Cristiano Riformisti all’Ergife di Roma, si è discusso dei rapporti tra fede e politica. Al fianco di Antonio Mazzocchi, presidente dei CR, sono intervenuti, tra gli altri, Don Pierino Gelmini, Cesa, Bondi e Fini.
Sabato 17 novembre all’hotel Ergife il primo meeting nazionale dei Cristiano-Riformisti ha avuto un grande successo di pubblico. Il presidente Antonio Mazzocchi ha tenuto a precisare che il movimento non è nato come corrente di partito né come fenomeno mediatico, ma è l’insieme di donne e uomini che credono nella democrazia e nella libertà come valori insopprimibili, ribadendo la loro fede nei valori cristiani e la loro identificazione nella tradizione nazionale. L’onorevole Mazzocchi ha inoltre precisato la centralità della persona umana in ogni attività socio economica, l’importanza delle rappresentanze sociali e la necessità di introdurre un fisco più leggero a favore della famiglia, cellula fondamentale dell’intera società. Durante la tavola rotonda “Fede e Politica”, presieduta da Andrea Pamparana del TG5, dopo un breve intervento di Andrea Gibelli (Lega Nord), Don Pierino Gelmini, con un accorato appello, ha redarguito i giovani dal pericolo della droga: “La droga è morte, nessuno è capace di gestirla, per questo non si può distinguere tra droghe leggere e pesanti”. Maurizio Lupi (Forza Italia) ha ricordato le parole di Paolo VI: “La politica è la più alta e nobile forma di carità”, proseguendo: “al centro c’è e ci deve essere la persona, o l’uomo lo si serve o la politica diventa il mezzo attraverso cui si afferma il nostro potere”. Alfredo Mantovano (AN) ha apostrofato ironicamente la malattia relativistica che affligge tutta l’Europa come una sorta di “sindrome di Pilato”, parafrasando il titolo di un articolo di Barbara Spinelli, giornalista de “La Stampa” di Torino. Lorenzo Cesa, Segretario Nazionale UDC, ha affermato con forte convinzione che “bisogna essere al servizio dei cittadini e non della casta politica, per un’Italia nuova, cristiana e riformista”. Sandro Bondi, Coordinatore nazionale di Forza Italia, ha preso le distanze dalla sinistra che si basa “sull’individualismo libertario”, sollecitando la platea a non farsi condizionare dalla preoccupazione, inquietudine ed impotenza, sentimenti ormai sempre più diffusi. Gianfranco Fini, avendo mal digerito l’accusa di non aver fatto sufficiente opposizione al governo Prodi, ha replicato che è ora di fare autocritica senza dare le pagelle sul chi è più o meno bravo, ma cambiando strategia: “Il vero leader guida, non segue l’umore della gente; è la differenza che c’è in Inghilterra tra leadership e followship”. Il Presidente di AN ha poi polemizzato con Berlusconi sulla sua richiesta ossessiva di andare al voto senza prima avere delle risposte concrete per risolvere i problemi dell’Italia: “Dire sempre ‘andiamo al voto’ è un’assicurazione sulla vita per Prodi, inoltre il centrodestra non ha neppure un programma e un progetto nuovo nel caso si andasse alle elezioni. Non bisogna far prevalere l’interesse partitico ma quello generale”. Il segreto di una buona politica infatti, come disse Alcide De Gasperi, ricordato al convegno dalle infervorate parole di Michele Sarno, vicepresidente dei Cristiano-Riformisti, “sta nel pensare alle future generazioni e non alle prossime elezioni.”
(articolo di Erika Eramo)