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Attualità e Società

Mazzocchi al Convegno dei CR

A cura di Enzo Prisciandaro

Pubblicato il 23/11/2007

Antonio Mazzocchi ha usato, al convegno dei Cristiano-Riformisti, di cui è presidente, parole chiare, che sono arrivate dritte al cuore della gente. Per una politica nuova che metta al centro la persona umana ed i suoi valori. Il futuro, infatti, è di chi crede alla bellezza dei propri sogni.

foto intervento

Antonio Mazzocchi, Presidente dei Cristiano-Riformisti e Responsabile PMI di AN, al congresso del 17 novembre all’hotel Ergife di Roma si è battuto, dinanzi ad una vasta platea, per una politica con la P maiuscola, intesa come servizio al cittadino e non come semplice professione: “La qualificazione politica deve essere prioritaria rispetto alle esigenze di occupazione di spazi di potere. Siamo stanchi di vedere partiti che hanno programmi identici perché privi di contenuti valoriali”. Dopo aver ricordato che la politica deve guardare al futuro, affrontando le nuove realtà della società, senza chiudersi in un integralismo culturale o religioso, si è pronunciato in difesa di una economia a misura d’uomo in un’Italia in cui il 75% del Pil proviene dalle Piccole e Medie Imprese: “Puntiamo ad un mercato che non sia finalizzato soltanto al profitto ma che veda un miglioramento dell’imprenditore e dei lavoratori”. L’economia non deve essere liberista, disinteressandosi degli effetti che produce sulla società e finalizzando ogni sua azione al solo profitto. Visti i preoccupanti dati del 2006 che hanno visto circa 270.000 imprese fallite, causando così il licenziamento di mezzo milione di persone, l’onorevole di An ha presentato un progetto di aggregazione delle microimprese per renderle competitive al massimo, a cui parallelamente va accostata una politica fiscale che tenga conto “dei criteri di cassa e non di competenza. Le tasse devono essere pagate sulle prestazioni che hanno generato un incasso e non su quelle ancora in attesa di pagamento”. Il leader dei CR in merito alle coalizioni che non debbono risultare delle semplici sommatorie, ha preso posizione: “Sono convinto che l’Italia sia stanca di grandi coalizioni che pur di raggiungere un premio di maggioranza associano formazioni che hanno valori non solo differenti ma addirittura opposti a quelli della stragrande maggioranza degli italiani”. Sul sistema elettorale è stato lapidario: “Se per vincere è necessario recuperare personaggi che non fanno onore né alla democrazia né quanto meno alla trasparenza dei comportamenti che sono ispirati dai nostri valori, ebbene, non siamo disponibili a seguire questo percorso. Si cambi la legge elettorale!”. Nella logica del “pro aris et focis” (per le are ed i focolari) ricordato da Don Pierino Gelmini, si è affrontato anche il discorso sulla famiglia, la quale è, come ribadisce Benedetto XVI, “per l’uomo il veicolo del suo futuro, premessa della sua esistenza e di ogni nuova vita umana”. Dopo aver ricordato che la famiglia è l’unione di due persone di sesso diverso e che non è fattibile una tutela giuridica delle convivenze omosessuali, ha sostenuto la proposta dell’introduzione del quoziente familiare, non dimenticando al contempo la triste situazione degli anziani e dei disabili: “E’ veramente scandaloso che questo Governo stanzi 50 milioni di euro all’anno per gli immigrati ed assegni ad ogni Famiglia che ha un disabile 4,9 euro al mese”. Prima di tutto il rispetto dell’uomo, del suo lavoro e dei suoi valori. I cristiano-riformisti si pongono quindi, come ha ben sottolineato Michele Sarno, vicepresidente dei Cr, “non nella logica della contrapposizione, ma dello stare insieme, in quanto la politica non deve parlare alle persone, ma con le persone”.

(articolo di Erika Eramo).

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