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Bambini

Un gioco culinario a tutto tondo

A cura di Loredana Limone

Pubblicato il 31/05/2006

Si parla tanto di quote rosa. Una casa editrice aveva persino bandito un concorso letterario con questo titolo (esclusivamente per scrittrici under 35... forse che dopo si diventa di un altro colore?).

foto intervento

Ma è un parlare prettamente strumentale, visto che poi ci ritroviamo con un solo (su diciassette!) ministro donna  (alla testa di un ministero importante, voglio dire) più poche altre ministre minori, qualcuna anche fatta oggetto di polemiche/insulti perché ritenute senza un’esperienza diretta nella materia assegnata.

Una lotta impari in una società che di base resta maschilista (e non c'è bisogno di disturbare il Governo per constatarlo). Un affanno inutile che mi domando se valga pena e rinunce per una porta che chissà quando - e se - ci sarà veramente aperta.

 

E allora niente di più bello che consolarci al calore del focolare domestico dove qualche soddisfazione non ce la toglie nessuno. Ad esempio quando con i nostri figli facciamo un gioco bello e difficile, antico e serio: il gioco del cucinare, seguendo le linee guida di Federica Buglioni e Marcella Gallorini che hanno trasformato la loro deliziosa esperienza in un utilissimo volumetto che s’intitola: “In cucina con i nostri bambini” (Franco Angeli).

 

Scevre da intenti didascalici, ma prodighe di stimolanti suggerimenti ed affettose esortazioni, le due autrici, mamme prima ancora che scrittrici, ci raccontano ciò che hanno già sperimentato dividendo i fornelli con i figli. E ci danno un ampio ventaglio di  buone e sane ricette della tradizione alimentare italiana che possono facilmente essere messe in pratica già dai pargoli di due anni, affinché si trasformino in maghi e fatine capaci di formidabili sortilegi culinari.

 

Mentre si arricchiscono (e ci arricchiscono): perché, come scrive la dottoressa Eva Mongiardino, psicoterapeuta che ha firmato la prefazione,  la cucina diventa anche una palestra  molto importante per chi vuole assistere all'affascinante scoperta della crescita dei propri figli; mentre tramandiamo loro le abitudini gastronomiche della famiglia, del territorio e dell'epoca in cui viviamo; mentre  insegniamo loro il nome (nella terminologia corretta per arricchirne il vocabolario) degli utensili usati; mentre li rendiamo coscienti di alcuni dei pericoli che può nascondere una cucina, una casa, e li prepariamo ad evitarli. E ciò semplicemente giocando.

 

Un gioco a tutto tondo che può continuare anche fuori della cucina, ad esempio andando a raccogliere, in un bosco o in una pineta o in un agriturismo, mirtilli, pinoli, castagne, eccetera. Frutti che la natura generosamente ci regala… se sappiamo rispettarla.

 

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