
Nel corso di un viaggio in Olanda, ci fermammo a Zaanse Schans e ad Alkamaar.
Tra le cose che ricordo di più ad Alkamaar, il caseificio che durante l’escursione, mostrava agli interessati ospiti, come producevano quel bel formaggio, dalle forme, dal sapore e dall’odore così invitante.
Dall’artigiano che girava il mestolo nel grande pentolone, alle varie fasi successive di lavorazione e confezionamento.
Dopo una bella giornata passata nel vedere, come i negozianti del cibo prediletto, durante la Fiera del Formaggio, portavano avanti e indietro le particolari forme gialle per rivivere i tempi che furono, quando i due contraenti merchenteggiavano ad alta voce e a gesti per spuntare il prezzo migliore, come non fermarsi ad assaggiare quelle fette cosi’ fragranti e saporite.
E come souvenir, ci siamo portati a spasso una bella cesta per contenere tutti i tipi e colori di formaggio… in realtà, il colore esterno era quello della cera con cui veniva conservato .
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A Zaanse Schans, tra casette verdi particolarissime, fabbricanti di zoccoli e i mulini a vento, lasciati intatti da quando furono costruiti, per far vivere ai turisti, un mondo in cui il tempo si è fermato, ecco spuntare all’improvviso da tutto quel verde, un odore di cioccolato inebriante che mi trascinava da un produttore all’altro, anche se era presente nell’aria e copriva un’area vasta eppure era sempre lì a solleticare il gusto, il desiderio di provare a fare un’abbuffata di quel dolce sublime.
In realtà, quando sono arrivato a mangiarlo, ho scoperto che era di gran lunga migliore il cioccolato italiano!
Loredana Limone








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