Perché si scrive di cibo?
A cura di Loredana Limone
Pubblicato il 24/01/2007
Può essere allegro un libro che parla di regime alimentare restrittivo per una cerchia di persone con un certo problema di salute, quale il diabete?
La risposta è sì. E infatti esiste questo libro che nasce dall’amore verso la professione e verso quei pazienti che per ragioni di salute non possono più procrastinare la correzione dei loro comportamenti alimentari quotidiani.
Anna Cantagallo, medico specialista in Endocrinologia e Scienza dell’Alimentazione, è già autrice di pubblicazioni scientifiche.
Supportata da un gruppo di dietisti romani, ha scritto Diabetario, un libro della collana La salute in cucina (L’Airone Editrice) della quale, l'anno scorso, vi avevo segnalato Le ricette del cuore.
Il sottotitolo del volume recita: Il piacere di mangiar bene per i diabetici e non solo…
Perché è giusto che tutti vivano con meno limitazioni le prescrizioni mediche, anzi con fantasia e piacere.
Pur non avendo, per fortuna, casi eclatanti di malattie nella mia famiglia di origine né in quella acquisita, ho visto due parenti cadere vittima del diabete, improvvisamente ed in età avanzata.
Uno dei due, defunto ormai da oltre una decina d’anni, subì addirittura la dolorosa e frustrante amputazione di un piede.
Il diabete, scrive
Ma esso esploderà al verificarsi nei paesi del terzo mondo.
Perciò è molto importante la prevenzione, e primaria è l’alimentazione abbinata all’attività fisica.
Diabetario offre un’analisi dettagliata degli alimenti, valutandoli e suggerendo pietanze tanto leggere quanto gustose, abbinate scientificamente in menù completi e di agevole utilizzo: inoltre sovverte le regole claustofobiche che hanno regolato la vita dei diabetici fino a poco tempo fa: niente carboidrati, no pasta e fagioli, le uova fanno male al fegato, ed altri miti anzi anti-miti simili che questo libro finalmente sfata.
Ed era ora!