Perché si scrive di cibo?
A cura di Loredana Limone
Pubblicato il 19/02/2007
Scrittrice e poetessa, Maresa Baur è una donna senza tempo, come ama definirsi. Da lungo tempo cercava di fissare ogni emozione sulla carta e poi, con l'avvento del computer, qualcosa è esploso in lei. Una grave lutto è stato determinante per avvicinarla ulteriormente alla scrittura. I suoi versi qui di seguito non necessitano di commenti: entrano nel cuore tramite una via preferenziale che essi solo conoscono, impreziositi da “Vinarello”, una sorprendente opera che il pittore Pietro Barbera ha eseguito con vino rosso sul cartoncino.
Labbra gonfie, compiaciute,
occhi che ammiccano già,
prima di goderlo,
al calice prezioso, adatto
a vini nobili,
lo vedo su un altare
come nettare di-vino,
elegante, mezzo pieno.
Audace nella gioia,
religioso nel silenzio
d'una sacra preghiera.
Simbolo della vita,
sangue di Cristo
per i credenti,
speranza d'allegria,
di passione per gli amanti,
momento dì oblio
per gli afflitti,
attimo di successo,
di festa, di ricorrenze liete,
frutto d' una terra generosa
che baciata dal sole,
ci ha offerto un prodigio.