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Interviste

Intervista a Valerio Biasion

A cura di Loredana Limone

Pubblicato il 05/04/2007

Valerio Biasion è l’autore di “A pranzo con Betty” (Editrice Nuovi Autori). Nato a Conegliano (Tv) nel 1976, il suo interesse è sempre stata la letteratura, specialmente quella americana. Ha scritto le prime poesie a 15 anni e a 20 qualche racconto ed il primo romanzo che non è stato (ancora) pubblicato. Nel 1998 si è trasferito a Londra dove ha lavorato inizialmente come lavapiatti e cameriere; da 7 anni è nel settore turistico. Scrivere e viaggiare sono le sue più grandi passioni.

foto intervento

Che sapore ha il primo romanzo in libreria?

É una bella soddisfazione ed a volte non mi sembra  vero, specialmente quando penso che gente che non conosco ha letto o leggerà quello che ho scritto. Mi chiedo se il romanzo piacerà o meno, che idea si faranno di me e dei miei personaggi. Condividere le mie idee ed emozioni con estranei è un'esperienza che non avevo mai provato prima.

 

Quanto c’è di autobiografico in A pranzo con Betty?

Se dovessi esprimerlo in percentuale direi un buon 70% ... questo romanzo si è scritto in un certo senso da solo, anche là dove ho dovuto inventare mi è venuto facile, come se sapessi fin dall' inizio dove volessi arrivare e quanto di me avessi bisogno di "tirar fuori".

 

Vivi a Londra da quasi dieci anni. Hai assimilato le abitudini gastronomiche anglosassoni?

Sì, le mie abitudini sono decisamente cambiate da quando vivevo in Italia, adesso faccio un mix tra cucina italiana ed inglese ma ho anche assimilato influenze delle cucine asiatiche come quella cinese ed indiana. Per quel che riguarda il cibo anglosassone mi piace il bacon con i fagioli in salsa di pomodoro  (ve li raccomando) o il gammon, che è carne di maiale alquanto salata, con l'ananas.

 

Come sono i ristoranti italiani lì? E quanto li apprezzano gli inglesi?

Gli inglesi hanno una grande considerazione della nostra cucina e specialmente negli ultimi anni c’è stato un fiorire di ristoranti italiani. 

 

In realtà cos’è che mangiano nella pausa pranzo Betty e Vinnie, i tuoi protagonisti?

Entrambi si portano il cibo da casa. Vinnie soprattutto sandwiches o pasta. Betty invece predilige mangiare leggero, spesso insalata, e poi la frutta non manca mai.

 

E tu?

Io mi preparo il pranzo la sera prima a casa e cerco di variare il più possibile: insalata con pollo, bacon o tonno, oppure pasta o riso, a volte panini se vado di fretta. I miei colleghi mi hanno fatto più volte i complimenti per i miei pranzi, la maggior parte di loro compra sandwiches ogni giorno al bar.

 

Mi incuriosisce il soprannome “spaghetti”.

Gli inglesi hanno la particolarità di etichettare gli stranieri in base alle loro preferenze culinarie perciò gli italiani sono  “spaghetti” o “macaroni”, i francesi “frogs” perchè mangiano le rane. Io non sono mai stato chiamato "spaghetti" però è il tipo di linguaggio che uno si aspetta da un personaggio come Peter.

 

A pranzo con Betty sarà tradotto in inglese (in ogni caso, te lo auguriamo)?

Ci ho pensato più di qualche volta a dire il vero e sarebbe anche fattibile, il problema è che tradurre un libro non è la stessa cosa che scriverlo. Questo è un libro che ho pensato e scritto in italiano e non mi sento al momento di “ripensarlo” in inglese, ma non è detto che non cambi idea.

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