Intervista a Valeria Mocanaşu

Valeria Mocanaşu è l’autrice de “Il sapore della mia terra” (Edizioni Angolo Manzoni). Nata nel 1959 in Romania, ha vissuto con la famiglia nella città di Roman (regione Neamt); dopo gli studi ginnasiali si è diplomata al Liceo Industriale Energetico di Piatra Neamţ. Nel 1992 ha divorziato ed è rimasta a crescere da sola le sue due figlie. Una per volta sono arrivate in Italia e si sono sposate tutte e tre.

Come è nato Il sapore della mia terra?

E’ nato nella mia mente nel momento in cui posavo per la fotografia che c’e sulla copertina. Sono riuscita di scriverlo in Italia, dove finalmente ho trovato la serenità e il tempo per guardare indietro. Il libro è nato, però, da una schiacciante nostalgia per i luoghi e le persone della mia infanzia e anche dal desiderio di dare un’identità a migliaia di romeni che si trovano in Italia.

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Dove si trova Rodna? E’ anche il tuo villaggio?

Rodna è il nome di fantasia del mio villaggio natale che in realtà si chiama Poiana ed è nel comune Dulcesti (regione Neamt).

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Romania e Italia: cosa hanno in comune?

Pur trovandosi in fase di sviluppo economico ed avendo civiltà diverse, Romania e Italia hanno molte cose in comune: la cultura contadina con i costumi e i pregiudizi, da cui è nato lo spirito del mondo, le origini linguistiche latine e l’appartenenza allo spazio europeo.&#nbsp;

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Quali sono, invece, gli aspetti della cultura italiana incompatibili con quella rumena?

Sempre dovuta al benessere&#nbsp; e alla civiltà superiore, si nota l’apertura degli italiani, la loro disponibilità ad accettare e conoscere gli altri, valutarli senza idee preconcette ed apprezzarli se meritano. Io ho lavorato in Romania ventidue anni, come una romena che ha lo spirito del dovere improntato nel DNA, ma il primo “Come sei brava!” l’ho ricevuto in Italia.&#nbsp;

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Differenze&#nbsp; e similitudini delle due cucine.

Le verdure, i legumi e i cereali sono cosi diversi che non si può parlare di similitudini culinarie, a parte le insalate ( “insalata de boeuf” romena che in Italia è chiamata “insalata russa”)&#nbsp; e forse alcuni modi di cucinare la carne.

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Cos’è la ciorba?

E’ una minestra acida con la carne o con legumi e verdure. E’ uno piatto d’onore della casa e non manca dalla tavola delle feste nella regione Moldova. Immaginate mia mamma che due anni fa, al nostro arrivo, ci ha preparato una pentola di cinque chili di ciorba per cui aveva sacrificato il gallo del cortile.&#nbsp;

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Perché c’è la tradizione di frequentare la scuola di assistenti sanitarie in Romania?

Nel periodo descritto nel libro (1965-1975) in Romania si svolgeva la fase di industrializzare e di migrazione della popolazione rurale verso le città. Come seguito all’esplosione demografica determinata del regime comunista (che offriva lavoro e appartamenti alle famiglie con più bambini), erano state costruite le scuole, i consultori e gli ospedali. Le assistenti sanitarie qualificate erano una necessità a quel momento e ora è una professione richiesta.&#nbsp;&#nbsp;

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Dove vivi in Italia?

Vivo a Torino e faccio la colf. Sono felice di aver tempo per leggere, scrivere, passeggiare, giocare al computer, sognare, vivere. Finalmente “vivere per lavorare” si è trasformato in “lavorare per vivere”.

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Pubblicato il venerdì 06 luglio 2007 in: Interviste

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