Incipit per il concorso "Le buone parole"

Questo è l'inizio del racconto con cui partecipare al concorso "Le buone parole" - Abbiategusto 2007, scritto da Sveva Casati Modignani.

Ricordo ancora il silenzio dei nostri pomeriggi insieme: la mamma a sminuzzare le verdure per il minestrone di riso, io a fare i compiti di scuola. Il gatto ronronava acciambellato su una sedia, la pendola scandiva il tempo dei giorni brevi dell’inverno.

Qualche volta alzavo gli occhi dal quaderno e guardavo la mia bellissima mamma.

Anche lei, di tanto in tanto, mi guardava.

Pensavo: “Adesso mi parla, mi racconta qualcosa”. Lei taceva. Avara di parole, come di gesti teneri, non mi interrogava, né mi raccontava i suoi pensieri.

Buttava nell’acqua bollente le verdure tagliate e lavate.

Poi pescava nel sacchetto di juta due manciate di riso e le versava nella tafferia, un recipiente largo e basso, di alluminio, che serviva per mondare il riso.

Osservavo incantata la sua gestualità sapiente nel far danzare i chicchi che si libravano nell’aria, verso l’alto e precipitavano di nuovo sul fondo della tafferia eliminando le scorie che lei soffiava via.

Ogni volta commentava: “Bello, questo vialone abbiatense”.

Io avrei voluto che dicesse: “Bella questa mia bambina”.

Non mi ha mai fatto un complimento, non mi ha mai dato una carezza. Era una mamma di una volta.

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(Sveva Casati Modignani)

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Pubblicato il mercoledì 26 settembre 2007 in: Concorsi & Premi

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