
Da cosa è stato ispirato il delitto di Giulio Federici?
Si è trattato di un’idea nata nel procedere della stesura, in quanto il romanzo è nato come storia di amicizia. E’ difatti questo sentimento che emerge in ogni pagina prevaricando addirittura, a mio avviso, le vicende della trama. Con l’inserimento del personaggio estraneo al gruppo di amici che si ritrova dopo trent’anni, il libro ha assunto un aspetto ‘giallo’ e pertanto, attorno alla figura della donna misteriosa, ho ideato il delitto Federici.
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Cosa ti ha sorpreso di più scrivendo questo romanzo?
Riuscire a cogliere, con palpitazione e meraviglia, la sensazione che il profumo del tiglio mi ha ispirato, dal pomeriggio in cui mi ha prepotentemente colpita, cogliendomi quasi a tradimento. Con le emozioni che ha suscitato, insieme alle fragranze che si trovano in molte pagine del libro, ha rinsaldato vecchi legami e ne ha creati di nuovi, dando inizio a una gara di solidarietà che porterà al trionfo delle emozioni.
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Luciana Navone Nosari scrive per edonismo, recita la nota biografica. Come è nata questa passione?
Sento di poter dire che è nata con me, non appena ho imparato le lettere dell’alfabeto. Ricordo come i miei insegnanti delle medie e delle superiori fossero, simpaticamente, perseguitati dai miei componimenti: dovevano perdere molto tempo per leggerli!
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Luciana e la gastronomia.
Come forse si può notare dal mio lavoro, adoro i dolci! Cito infatti, in più occasioni, spuntini a base di pasticcini e cioccolatini. Mi appassiono nel cucinare torte, specialmente alla panna e al cioccolato. Una mia specialità è il ‘Monte bianco’. Non disdegno neppure i primi piatti, quali lasagne e gnocchi ‘alla Luciana’ (una variante di quelli alla romana).
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Un piatto tipico di Villar Perosa.
A Villar Perosa, un tempo detto paese dei pomaté, si confezionano i dolci pomaté, ovviamente a base di mele.
Loredana Limone









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