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Interviste

Intervista ad Andrea Monti

A cura di Loredana Limone

Pubblicato il 20/02/2008

Andrea Monti, autore e regista teatrale, è il capo redattore di TeatroTeatro.it e l’ideatore del concorso di scrittura "TeatroTeatro da mangiare”. Da cinque anni scrive recensioni cinematografiche e da due dirige la rivista di critica teatrale per la quale è a teatro quasi tutte le sere. Lo scorso anno ha scritto e diretto, con Marco Massaccesi, “Zona Critica”, dieci puntate da due minuti sull’infame mondo della critica cinematografica.

foto intervento

Come è nato il concorso TeatroTeatro da mangiare?

Da due passioni: quella di mia moglie per l’enogastronomia e la mia per il teatro. Tre anni fa ha insistito perché scrivessi per partecipare ad un premio per racconti di vino, organizzato dalla condotta romana di Slow Food. Alla premiazione il pubblico ha applaudito i vincitori senza poter condividere il giudizio della giuria perché i racconti non sono stati letti. Lì ci è venuta l’idea di far interpretare i testi e chiamare la giuria ad esprimersi fruendo del testo insieme al pubblico, lasciandosi influenzare dal loro gradimento e di accompagnare il tutto con degustazioni di vini e di prodotti di qualità.

 

Questa terza edizione presenta delle novità rispetto alle precedenti?

Vorremmo garantire più visibilità ai testi, andando oltre la premiazione ed il dvd con gli spettacoli selezionati. Stiamo creando un circuito per far girare i testi. Ci siamo aperti al mondo dell’enogastronomia in cerca di spazi alternativi dove proporre teatro. Stiamo prendendo accordi per accompagnare le degustazioni di vino, cercando locali che vogliano associare i testi alle loro specialità, teatri dotati di cucina andando incontro a chi, quando esce, pensa prima a soddisfare la panza.

 

Mangiare e bere nelle scene meno famose del teatro.

A teatro non si cucina molto, si tende a non mettere scene dove gli attori devono mangiare per evitare pasti freschi tutte le sere, l’attore che si strozza, quello che spilluzzica quando dovrebbe addentare. Ma in cibo è comunque una cosa che avvicina l’attore allo spettatore, lo rende umano, animato delle stesse pulsioni, mosso dalle stesse esigenze. Il ragù di Sabato, Domenica e Lunedì di De Filippo, i pasticcini di Mpalermu di Emma Dante, e la Cucina di Wesker, spettacolo ambientato in un ristorante con cuochi e camerieri protagonista, le scene di spettacoli visti recentemente. Uscendo dal teatro posso dirti che è molto bello come è raccontato e ripreso il cibo in Cous Cous, film francese presentato quest’anno a Venezia. 


(Continua)

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