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Varie, con gusto

2008 di questi giorni

A cura di Loredana Limone

Pubblicato il 18/03/2008

Il 2008 è l’anno della patata. E’ dunque il caso di ricordarne le origini.

foto intervento

Innanzi tutto oggi non sapremmo cosa sia un gustoso piatto di gnocchi se dall’America non fosse arrivata la patata che però non è menzionata nel Diario del primo viaggio né in quelli successivi perché non esisteva nelle terre caraibiche dove Colombo mise piede, ma sarebbe stata trovata nelle zone andine del Cile settentrionale, del Perù e dell’Ecuador qualche decennio più tardi.

 

All’epoca della conquista spagnola gli Incas, che avevano fondato un grande impero e raggiunto un notevole livello di civiltà, per praticare l’agricoltura sul terreno in pendenza, avevano creato dei terrazzamenti sui fianchi dei monti dove si stima che producessero una settantina di prodotti tra cui le patate delle quali sono state identificate circa trecento varietà. Uno degli alimenti maggiormente consumati a quelle latitudini, allora come oggi, è il chuno, la patata disidratata.

 

Tuttavia, la patata – come le altre strane piante quali pomodori, mais, peperoni, peperoncini - inizialmente non fu apprezzate in Europa, anzi addirittura vista con sospetto perché accusata di diffondere la lebbra.

 

Fu grazie a una disastrosa carestia che si verificò in Irlanda nel 1663 che essa iniziò a essere usata per l’alimentazione umana.

Ebbe così inizio la sua diffusione colturale nel nostro continente e alla fine del Settecento entrò a far parte delle pratiche più evolute della cucina francese per merito dell’agronomo-farmacista Antoine Auguste Parmentier.

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