Perché si scrive di cibo?
A cura di Loredana Limone
Pubblicato il 26/03/2008
Norma Trogu è una pittrice italo-argentina (nella foto sta dipingendo un murales) che vive in Sardegna. Di lei mi ha colpito la sua collezione di cucine: gustosi quadri naif fatti con una grande, evidente passione. Nata a Mar del Plata nel 1958, Norma ha sangue sardo, toscano, basco e indio-pampa. Sin da piccola ha amato l'arte e la storia dell'arte. Si è formata tra l'Argentina e la Francia e ha vinto numerosi premi partecipando da più di 30 anni a mostre collettive e individuali in America ed Europa. Sue opere si trovano in musei a Parigi, New York e in collezioni private a Buenos Aires, Londra, Barcellona, Madrid e naturalmente in Italia.
Come è nata la tua passione per la pittura?
Non saprei dire esattamente come è nata perché è e cresciuta con me. Forse non proprio la pittura, ma il disegno e l'arte in generale. Mio padre disegnava molto ed è stato naturale seguire le sue tracce.
Perché hai scelto lo stile naif?
Decisamente non ho scelto lo stile naif, mi ha scelto!! Io avevo un personaggio molto surrealista dentro di me, però malgrado la formazione sempre veniva fuori questa Norma che senza dubbio ero io.
Qual è il tuo più grande maestro e da cosa ti lasci ispirare?
Se parliamo di maestri "in carne e ossa", Rodolfo Portella, purtroppo già scomparso, mi ha fatto capire che dovevo accettare questa ingenua che portavo dentro e che non volevo accettare. Per quanto riguarda i grandi maestri della Storia dell'Arte, Rousseau "il Doganiere", ma col passare del tempo i grandi pittori latino-americani che sono ancora il massimo per me.
Di cosa mi lascio ispirare? Rare volte da una immagine: è la parola che mi permette di volare. Parlare con la gente e condividere piccole storie quotidiane mi permette subito di "vedere" come in uno schermo quello che mi viene detto. Poi passo alla tela senza pausa.