Preferisco il cibo...
A cura di Loredana Limone
Pubblicato il 28/03/2008
E se esistessero davvero, le fate? Proviamo a leggere cosa potrebbe accadere... volando sulle ali della fantasia di Pinuccia Mozzoni che, con la bacchetta magica della sua creatività, tratta argomenti seri e faceti con uguale intensità, senza smettere di sorprendere.
Nel silenzio e nell’immobilità della casa vuota la fata Smeraldina uscì dalle pagine di un vecchio e impolverato libro di fiabe. Si scrollò dalle spalle un po’ di polvere di stelle, si riassettò l’azzurro abito di tulle, raddrizzò la punta della magica bacchetta, guardò sconsolata le sue scarpette infangate da quando nell’orto aveva cercato la zucca per Cenerentola e si avviò decisa verso la cucina di quell’elegante appartamento.
Era da un po’ che ci pensava … non poteva più sopportare l’idea di stare lì senza far nulla mentre quei due simpatici bambini rimanevano sempre spiaccicati davanti al televisore.
La loro mamma era distratta e indaffarata, occupata dal suo lavoro, dalla casa (bella, bellissima, doveva ammetterlo!) e dalla preparazione di elaborate cene con le quali voleva stupire parenti e amici. Sempre lì a consultare l’enciclopedia della cucina e a seguire meticolosamente tutto ciò che vi era indicato. Mai una volta, dico mai una volta che avesse trovato il tempo di leggere una favola ai suoi figli e sì che quell’edizione aveva anche delle stupende illustrazioni: Smeraldina stessa a pagina cinquantaquattro era un vero splendore, forse un po’ cicciotella, ma pur sempre una gran bella fata! Ma cosa ne sanno al giorno d’oggi i bambini di come è fatta una vera fata!? Quelle che vedono nei cartoni animati sono magre magre, un po’ immusonite per via della dieta che certo sono costrette a seguire!
Lei si sarebbe vendicata, beh niente di terribile o cruento, solo qualcosina che avrebbe messo in difficoltà quella moderna mamma e avrebbe fatto vacillare la sicurezza superba da cuoca perfetta.
Senza difficoltà entrò in quei sacri volumi di cucina e come vento improvviso e dispettoso mescolò tra loro le vocali, le sillabe, le parole e quando si calmò tutto pareva tornato come prima, ma un occhio attento avrebbe subito capito che da quel momento per la padrona di casa sarebbero sorti dei problemini! Avrebbe cercato per mari e monti il cioccolato Linidor, senza riuscire a trovarlo, per non parlare di quelle gondole voraci di cui nemmeno internet faceva menzione. Si sarebbe sentita frustrata e depressa per le pesche sciroccate che neppure in Sicilia in giornate calde e ventose avrebbe scovato, le sarebbero scese calde lacrime per non poter offrire ai suoi ospiti la birra a doppio smalto …
Ma, mentre con gli occhi della fantasia Smeraldina vedeva tutto questo, udì la chiave nella toppa, veloce ritornò alla sua abituale dimora.
Ad un tratto divenne tutto buio, si spensero anche quelle lucette degli orologi, della tele, dello stereo e degli elettrodomestici.
Tra risa e gridolini il tempo passava, la giovane donna parlò di black-out e poi, in un’atmosfera quasi irreale, si accesero tante candele.
La mamma prima si rivolse ai suoi bimbi distesi sul divano e poi si avvicinò al libro di fiabe. Smeraldina fece appena in tempo a gridare ai suoi amici “Sirenetta, Aladino, Soldatino di stagno, Cenerentola svelti ai vostri posti, stasera abbiamo visite!”“
Quando arrivarono a pagina cinquantaquattro né la mamma, né i bambini si accorsero che Smeraldina sorrideva proprio a loro, né sentirono la sua vocina sussurrare “Tranquilli, questa notte in cucina, rimetto tutto a posto!"