Perché si scrive di cibo?
A cura di Loredana Limone
Pubblicato il 05/05/2008
Di certo se l’Osteria del Ponte potesse parlare, ne racconterebbe delle belle.
E invece ce le racconta Andrea Vitali, tutte ma proprio tutte, le ultime accadute in que’ di Bellano che stavolta si di
La storia comincia nella summenzionata trattoria il giorno in cui l’oste compie gli anni e, come da buona abitudine paesana, offre da bere e da mangiare a tutti gli avventori che svuotano bicchieri di vino e di cognac e vassoi di salame e salsicce scottate sulla griglia.
Tra questi (gli avventori, cioè) c’è Firmato Bicicli, la guardia notturna del paese che non essendosi saputo trattenere dall’esagerare, una volta fuori di lì, crolla a terra a pochi metri del municipio dove lo trova lo spazzino comunale.
Da qui prende vita una serie di avvenimenti incatenati/incastrati tra loro, secondo il particolarissimo stile di Vitali che tolgono il sonno al maresciallo Accadi, turbano la pace dell’appuntato Marinara, disturbano le battute di caccia del sindaco Balbiani, diventano croce e delizia di Eugenio Pochezza, ereditiero, giornalista per… ingannare il tempo, eccetera eccetera.
E se un risottino colloso e una suola di scarpa chiamata bistecchina, rivelano l’inesperienza ai fornelli della sensuale modista, la gal
Ma prima di arrivare a quel momento c’è un corposo e gustoso romanzo con guardia e ladri, come recita il sottotitolo, da leggere tutto d’un fiato, divertendosi e godendo della scrittura di quello che Panorama ha definito (e noi siamo d’accordissimo) uno dei più bravi narratori italiani.