Perché si scrive di cibo?
A cura di Loredana Limone
Pubblicato il 09/05/2008
Mentre oggi per tisana si intende un decotto di foglie e fiori, al tempo dei Romani indicava una specie di crema intermedia fra la minestra e la salsa.
Ammorbidire in acqua per un giorno ceci, lenticchie e piselli. Pulire e schiacciare bene dell'orzo (in un mortaio) e metterlo a bollire, a fuoco basso, in una pignatta contenente acqua e sale, insieme ai legumi. Una volta che il tutto abbia bollito a sufficienza, aggiungere olio verde, fette sottili di porro, coriandolo, aneto, finocchio, bietola, malva e una cima di cavolo. Portare nuovamente a bollore e preparare nel frattempo un composto di semi di finocchio, origano e ligustico amalgamati con qualche goccia di garum. Versare il composto nella pignatta con i legumi e fare scaldare a fuoco basso. Servire il brodo in tavola.
(Apicio, De re coq., libro V)
Da: La cucina di Roma antica di Francesco Maria Amato (Newton Compton Editori).