Perché si scrive di cibo?
A cura di Loredana Limone
Pubblicato il 16/06/2008
Le ricette ispirate alle avventure del più astuto commissario siciliano.
Viviana Neri Nìvuro di Sìccia
Trenta Editore
ISBN: 978-88-903405-6-7
Oltre 150 ricette ispirate alla avventure del più noto dei Commissari italiani: Montalbano.
Il personaggio di Andrea Camilleri racconta spesso dei suoi pranzi e delle sue cene, dei piatti preparati per lui da Adelina, da Livia, da Mimì Augello o dagli altri amici più cari.
Trenta Editore si è lasciata guidare da termini come Nìvuro di Sìccia (spaghetti al nero di seppia), arancini, caponatina, involtini di tonno e pappanozza per realizzare un ricettario delle migliori specialità siciliane, accompagnate ogni volta dalle celebri frasi del Commissario.
Quasi un nuovo romanzo dove i casi del commissario sono ripercorsi attraverso il suo rapporto con il cibo e in particolare con chi realizza i piatti. Non a caso ad ogni “categoria” è stato dedicato un capitolo, perché chi conosce e ama le storie di Montalbano troverà certamente più semplice (e divertente) orientarsi nei sapori non seguendo un classico ordine alfabetico o di portata, ma inoltrandosi “nell’origine” del piatto.
Ecco allora il primo capitolo dedicato alla cammerera Adelina, l’unica figura femminile completamente positiva per il Commissario; seguono il capitolo con le ricette del locale preferito da Montalbano, l’Osteria di San Calogero, il capitolo con tutti i ristoranti che compaiono nei racconti di Camilleri e infine l’ultimo, il quarto capitolo, con le ricette degli gli amici del nostro Commissario.