Perché si scrive di cibo?
A cura di Loredana Limone
Pubblicato il 30/06/2008
Regina della cucina africana, la banana plantain è una sottospecie della tradizionale banana dolce. E’ un frutto di grossa taglia, dalla buccia spessa, che si può consumare fritto o bollito ancora verde quando la polpa risulta soda e legnosa. Quando giunge a maturazione diventa dolce. La banana plantain è largamente impiagata in preparazioni salate, anche ridotta in purea, in impasti o frittelle e servita con salse aromatiche e piccanti.
Ingredienti (per 8 persone):
1 bella tartaruga verde di bosco, che sia di circa
Tagliare la tartaruga (o la pescatrice) in 8 pezzi. Pulirli e lavarli.
Sbucciare le banane plantain verdi. Tagliare ciascuna in 4 tronchetti. Pelare i pomodori. Schiacciarli.
Tritare finemente la cipolla e l’aglio. Mettere in una casseruola l’olio e soffriggere attentamente la cipolla con l’aglio, i chiodi di garofano e un po’ di sale.
Far rosolare nel soffritto la tartaruga, salata e pepata, a fuoco medio per 10 minuti (la pescatrice per 6 minuti).
Aggiungere i pomodori schiacciati, il timo e il peperoncino. Mescolare.
Per la tartaruga: abbassare la fiamma, aggiungere 4 bicchieri d’acqua. Far cuocere per circa un’ora aggiungendo di tanto in tanto un po’ d’acqua se il livello della salsa diminuisce. Alla fine aggiungere le banane. Far cuocere almeno 30 minuti fino a ridurre la salsa al minimo.
Per la pescatrice: abbassare la fiamma, aggiungere un bicchiere d’acqua e le banane, far cuocere circa 15-17 minuti fino a ridurre la salsa al minimo e a rendere morbide le banane.
Servire caldo.
Da: “Come cucinarsi il marito all’africana” di Calixthe Beyala (Epoché).