
Laura aveva preparato con cura lo zaino. Doveva diventare la sua casa viaggiante per i prossimi trenta o quaranta giorni. Era questo il tempo che si era preventivata per compiere il percorso a piedi da Roncisvalle a Santiago de Compostela.
E avere una casa sulle spalle poteva essere un problema.
Tutto il materiale era stato dosato e ponderato con meticolosa precisione.
Un sacco lenzuolo ben piegato, una tuta da ginnastica multiuso valida anche come pigiama, un sapone neutro utile per lavare corpo e capelli, un asciugamano universale, un buon paio di scarpe, pochi vestiti, pochi ricambi, una mantella buona per proteggersi dal vento e dalla pioggia e il diario da compilare giorno per giorno.
Lo zaino era quasi pronto. Aveva chiuso l’ultima cerniera. Mancava ancora un particolare da aggiungere però.
Una bottiglia di vino. Di vin santo per l’esattezza.
Un oggetto scomodo da portare in quella avventura. Un peso apparentemente superfluo e nello stesso tempo delicato che le poteva condizionare sicuramente il cammino, ma a cui non voleva assolutamente rinunciare.
Era una promessa che Laura aveva fatto a Magda per celebrare il loro incontro a Santiago alla fine del cammino dei pellegrini.
Si erano conosciute anni prima a Lourdes quando Laura, partita da Siena con molti timori e angosce personali, aveva ritrovato la gioia di vivere facendo da barelliera a Magda, giovane donna portoghese che invece di voglia di vivere ne aveva molta, ma le mancavano le gambe per realizzare quel sogno che per lei era il cammino di Santiago.
E così dopo una quarantina di giorni circa tra le colline e i campi della Spagna settentrionale, dopo una moltitudine di incontri, di anime, di emozioni, e di immagini, Laura era arrivata a destinazione con le gambe stanche, il viso provato e le vesciche ai piedi, ma con una fede forte e il cuore carico di gioia, tanto carico che il suo zaino al confronto pareva ormai un cuscino di piume.
Il sogno di Magda si era realizzato grazie a Laura, con il loro incontro nella piazza di Santiago di Compostela.
Quella bottiglia di vin santo, che nel corso del tragitto sussultava sulle spalle dolenti della giovane, era l’immaginaria personificazione di Magda che la stava accompagnando nel cammino e che ora davanti a un caldo fuoco alla fine del percorso nell’ostello dei pellegrini, consacrava con gli immancabili cantucci quella grande amicizia e quella voglia di vivere che riempiva lo spirito delle due giovani ragazze.
Loredana Limone








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