Storie di Natale

Un breve racconto, protagonisti libri, scacchi ed una futura guida che non ha saputo apprezzare il "peso" della cultura

Ogni anno, a Natale, con quello che sarebbe diventato mio marito, c’era da soffrire per il regalo.

Almeno per quello che lui avrebbe fatto a me: temevo, ogni volta, di ricevere, chissà perché, un paio di sci.

Non sono mai arrivati, per fortuna.

Anzi, una volta ho creduto fosse ad un passo dal regalarmi proprio ciò che desideravo, il regalo del secolo…

Via Torino, a Milano, fa capolino sul Duomo.

All’epoca, parlo di più di quindici anni fa, nonostante lo studio e il lavoro, riuscivo a trovare il tempo per una capatina in centro a respirare l’aria natalizia.

C’era, immagino ci sia tutt’ora (diversi negozi hanno chiuso o si sono trasferiti) un negozio che, fra l’altro, vendeva scacchiere in alabastro.

I lucidi pezzi mi guardavano ed attiravano la mia attenzione brillando più degli addobbi: dovevano essere miei.

Li immaginavo già sul tavolino di quella che sarebbe stata la mia casa: le mancava ancora l’essenziale, ma quegli scacchi non avrebbero potuto mancare per nulla al mondo!

Potete perciò immaginare la mia reazione quando – era nostra abitudine incuriosirci con semplici indovinelli – mi sono sentita anticipare che il mio sarebbe stato un regalo
”pesante”.

“E’ fatta”, mi sono detta, gli sci non sono necessariamente pesanti, ma quella scacchiera lo è di certo!

Una volta tanto lo avrei abbracciato con lo sguardo colmo di gratitudine per la sensibilità che aveva dimostrato nei miei confronti.

Ebbene, cercate di fare ancora un piccolo sforzo di immaginazione.

Cercate di pensare a me che, con queste aspettative, la notte di Natale, mi trovo di fronte ad un pacchettino che, indubbiamente, tragicamente, non può contenere quella
scacchiera.

E neppure una più piccola.

E’ sì pesante, ma contiene tre volumi dei Meridiani della Mondadori, quei libri dalla carta sottile e dai caratteri così minuscoli che, diciamocelo, non sempre stimolano la lettura:
l’Ulisse di Joyce e i racconti di Pirandello.

“Non sai apprezzare il “peso” della cultura”, mi ha ammonito, tristemente, davanti al mio sguardo deluso.

Intonsi, quei volumi fanno ancora bella mostra di sé su una mensola, non si sa se sia il reggilibri a sostenerli o se stiano lì a sostenere, con la loro severità, il
reggilibri…

Da tutto ciò si può trarre una morale: non è detto che, a Natale, un libro sia per forza un regalo azzeccato.

Sì, perché ho letto affermazioni di ogni genere: “Chi regala un libro regala un tesoro!” oppure “Scegli un libro. Sarà un regalo di sicuro gradimento”.

Ma chi lo ha detto?!

Quanti libri giacciono abbandonati sugli scaffali, consci di non essere stati altro che un ripiego?

Allora, se volete regalare un libro, fatelo pure, ma solo a chi ama davvero leggere.
Sceglietelo con cura, proprio come se doveste fare un regalo a voi stessi.

E se, nonostante tutto ciò, non piacerà, potrete sempre farvi prestare il libro.

Funziona.

Buon shopping natalizio a tutti e, se è la Rete che preferite per i vostri acquisti, non perdetevi l’approfondimento!

Dimenticavo, quella scacchiera me la sono regalata da me!

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Pubblicato il mercoledì 11 dicembre 2002 in: Leggere e scrivere

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