Immaginiamo solo per un istante il mondo dell’arte senza donne. Senza i loro racconti, le loro poesie, i loro quadri, le loro danze
Non più autrici, protagoniste, ispiratrici, modelle, cantanti o ballerine
Nonostante secoli di cultura e civiltà abbiano tentato di soffocarle, domarle, prevaricarle, esse non si sono piegate alla forma intellettuale che la cultura dominante voleva imporre.
Sebbene ciò che scrivevano non fosse autorizzato, ciò che dipingevano non ottenesse alcun riconoscimento e dovessero implorare per ottenere gli strumenti e gli spazi necessari alle loro arti, hanno sempre continuato a diffondere le proprie creazioni. E sono state nutrimento per l’anima.
“Antichi dissertatori dicevano che il nervo degli ascoltatori si divide in due o più vie nella profondità del cervello. Pertanto supposero che l’orecchio potesse ascoltare a tre diversi livelli. Una diramazione, si diceva, ascoltava le conversazioni mondane. Una seconda diramazione apprendeva l’arte e il sapere. E la terza esisteva affinché l’anima stessa potesse ascoltare la guida e capire il perché del passaggio sulla terra”.
Ascoltiamo dunque con l’anima: solo con l’ascolto interiore potremo comprendere le storie di donne come se fossimo dentro di esse. Talvolta una parola o una frase, una poesia o un racconto sono così risonanti, così “esatti” da ricordarci, almeno per un istante, di che sostanza siamo veramente fatte e dove si trova la nostra vera casa.
Molti sono gli scritti sulle debolezze, sulle fragilità e sui punti deboli degli esseri umani, e delle donne in particolare.
Alcune letture, invece, ci offrono la possibilità di distinguere e riprendere il cammino che porta ad una profonda conoscenza di sé. E quando ne ritroviamo le tracce, è tipico delle donne mettersi a correre per riguadagnare il tempo perduto, liberarsi di un rapporto, svuotare la mente, rompere le regole. La fatica di fine giornata verrà allora da un lavoro e da sforzi soddisfacenti, e non dall’essere rinchiuse in un ambito mentale ristretto, o in un impegno, o in un rapporto; acquisiamo sicurezza ed energie per realizzare un progetto creativo, affrontiamo il nuovo, diventiamo consapevoli.
Almeno questo è capitato a me. Queste considerazioni sono frutto dell’interpretazione di alcune (poche) pagine di “Donne che corrono coi lupi” – C. P. Estés - Frassinelli. Ma curiosando nella mia libreria mi sono divertita a cercare tutti i libri con un preciso riferimento femminile nel titolo. Ed ho scoperto che sono davvero molti…
Lidia








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