"Un amore in cenere"

L'ultimo romanzo dell'inglese Anne Fine

Racconta Anne Fine di aver cominciato a scrivere circa trent’anni quando, dopo aver avuto la prima figlia, aveva lasciato il lavoro. Separata dal marito, viveva la vita di una ex moglie povera, alle prese con le rate del mutuo e le bollette, mangiando, a volte, gli avanzi della bambina. Decise così di provare a scrivere: partecipò ad un concorso letterario per ragazzi, si classificò seconda e trovò un editore. Da quel periodo, ne è passato di tempo – e di libri -, tanto che Anne Fine è ora una delle scrittrici per ragazzi fra le più lette, con moltissimi romanzi pubblicati, ed una carriera di affermata autrice anche per adulti, con titolo quali Villa ventosa e Lo diciamo a Liddy? In tutti si affronta la complessità dei rapporti familiari, descritti con una certa crudeltà. Una caratteristica che la Fine preferisce definire “realismo”, perché una cosa non ammette: “che non si dica la verità”. Proprio come la protagonista del suo ultimo Un amore in cenere.

Tilly è una donna forte e indipendente; il suo lavoro di ingegnere sulle piattaforme petrolifere l’ha abituata a vivere in piena libertà: fare quello che vuole le è sempre venuto molto naturale, tanto da considerarlo una virtù. Il matrimonio con Bill non le impedisce di avere parecchi amanti, uno via altro, allegri e danarosi, che la invitano ai concerti, al ristorante ed al cinema. Una vita che, nonostante la mancanza di amicizie femminili, la rende abbastanza occupata. Incontra Geoffrey per la prima volta sulla spiaggia, in compagnia dei suoi due bambini. Trascorrono però due anni prima che quest’uomo prenda il posto dell’amante di turno, trasferendosi da lei. Vivere con quest’uomo è come stare in una valle felice: non vede mai il male, non teme mai il peggio, è il compagno più tranquillizzante e gentile del mondo. Così Tilly, dopo qualche tentativo infruttuoso, piuttosto che aprirgli gli occhi su chi è lei veramente, decide di vivere nell’illusione: in fondo tutti ingannano se stessi sull’amore e sulla persona amata.
Ma, come dicevamo, la verità – per Anne Fine, e quindi per Tilly – è fondamentale e non si può vivere a lungo senza.
Le nubi create da queste illusioni scintillanti e tranquillizzanti possono trasformarsi in una caligine di menzogne. I problemi dovuti alla difficoltà nella gestione dei rapporti con la ex moglie e con i figli, le piccole e grandi tragedie che colpiscono gli Anderson – una malattia, le incomprensioni, i debiti… - diventano occasioni non solo per sottolineare l’estraneità di Tilly dagli affari di famiglia, ma anche per trattenerla prigioniera di un rapporto che sa essere senza speranze. Nonostante quello delle fughe sia un campo in cui ha maturato una grande esperienza, trascorrono molti anni, durante i quali Tilly è rimasta, sempre in bilico fra i rimorsi e il desiderio di riappropriarsi della propria vita.

“Geoff sapeva bene quanto me che la nostra vita insieme era costruita su una linea di faglia. Avevamo percepito i tremori e i terremoti fin dal primo giorno. Ma lui si era dimenticato una cosa, e cioè che sono entrambe le metà di una coppia, e non solo una, a poter decidere quando una vecchia spaccatura ormai ‘cronicizzata’ diventa un abisso insuperabile. Pensava che sarei rimasta perché era la soluzione più facile, e l’indolenza faceva parte di lui come lettere incise nella roccia. […] Non avevamo né ambizioni, né progetti in comune. Non condividevamo neppure le nostre passioni. Io mi sentivo come se vivessi in un bell’albergo: ero ben nutrita, la stanza era confortevole e tutto filava liscio come l’olio. In cuor mio, però niente mi toccava veramente.”

Non è facile convivere con qualcuno che evita costantemente il confronto; il dubbio è che la gentilezza di Geoffrey nasconda un tentativo più o meno inconscio di manipolarla, di giustificare, sempre e comunque, le azioni altrui. L’ennesima bugia, perciò, fa prendere a Tilly la difficile decisione di andarsene. Difficile perché la debolezza di Geoff è diventata una forma di tirannia: come fare a dire a un uomo che ha già perso i suoi risparmi, le sue proprietà, il suo reddito e i suoi figli, che ha perso anche la compagna? Eppure, il fatto che con lui senta di aver sprecato interi anni della sua vita, lasciandosi scivolare fra le dita tante buone occasioni, rende Tilly davvero arrabbiata: vuole che Geoffrey paghi. E con gli interessi. A questo punto, forse, andarsene non basta e il piano ordito è davvero diabolico. A differenza di altri finali a sorpresa, questo non lascia alcun dubbio sul fatto che qualcuno non vivrà affatto “felice e contento”.

Con questo personaggio, Anne Fine ci consegna, con l’ironia e lo humour di sempre, il ritratto di una donna spesso egoista, a volte crudele, ma capace anche di grandi slanci di altruismo, in cui ogni lettrice potrà riconoscersi almeno in parte. Un personaggio che, naturalmente, non manca di contraddizioni, ma l’equilibrio interno al romanzo è assicurato dal fatto che il punto di vista maschile, espresso a più riprese da un amico e collega, dall’amante e dal fratello di Tilly, non è stato trascurato. In definitiva, ci dice la Fine, la vita reale non è poi tanto diversa: basta osservare, con occhio sincero e al di là delle apparenze, i rapporti di coppia e familiari per comprendere come questi legami spesso possiedano un lato oscuro e diventino un contenitore di risentimenti, di incomprensioni e di passioni che raggiungono altissimi livelli di tensione, con esiti a volte imprevedibili.

Anne Fine

Un amore in cenere
Traduzione di Olivia Crosio
Sonzogno, 2007
Pagine 232, € 16,50

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Pubblicato il venerdì 03 agosto 2007 in: Anticipazioni - Novità in libreria

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