IL LIBRO
Elegante newyorchese, a 49 anni, dopo un weekend con le amiche e le figlie, Anne Kreamer si rivede in una fotografia e la tinta dei capelli che aveva sempre creduto la ringiovanisse le appare d’improvviso fintissima. Da quel momento cerca di trovare il coraggio per «smettere» di tingersi, un po’ come si smette di fumare o di bere. Il luogo comune vuole che l’uomo brizzolato abbia un’aria saggia e protettiva, mentre la donna con i capelli grigi è trascurata e vecchiotta. Anne Kreamer è riuscita a sfatarlo, scoprendo che la risposta naturale e istintiva premia ancora l’autenticità, e non i costosissimi trucchi che usiamo per sembrare più giovani. Nell’era dell’eterna giovinezza e della chirurgia plastica rampante, si è mossa controcorrente, scoprendo che non è così semplice smettere di tingersi i capelli, ma che le soddisfazioni possono essere sorprendenti. Ha frugato fra le statistiche, ha condotto esperimenti sul campo, e si è posta due domande cruciali: una donna di mezz’età coi capelli grigi può essere sessualmente attraente? A causa dell’età verrà discriminata nel mondo del lavoro? E ha trovato delle risposte inaspettate. Con l’aiuto di amiche come la regista Nora Ephron, l’analista dell’abitare Akiko Busch e l’illustratrice del New Yorker Maira Kalman, l’autrice ha abbandonato anni di spese folli dal parrucchiere e ha fatto i conti in tasca alle donne americane ed europee; ha investigato sul fascino delle donne che avevano già scelto di lasciarsi ingrigire capelli, e ha scoperto che lo stile nel vestire, l’autostima e la forma fisica ben curata ringiovaniscono molto più di una colorazione per capelli.
Dopo il ciuffo bianco di Susan Sontag, la campagna pubblicitaria Dove sui veri corpi femminili, il libro di Nora Ephron, Il collo mi fa impazzire, e quello di Judith Levine, Io non compro, ecco un capitolo fondamentale nella nuova ricerca di autenticità intrapresa dalle donne (Cairo Editore).
L’AUTRICE
Anne Kreamer è stata nei posti giusti. Dopo essersi laureata a Cambridge, alla fine degli anni Settanta ha fatto parte della squadra americana che ha prodotto e lanciato in tutto il mondo Sesame Street, la trasmissione tv per bambini all’interno della quale apparivano i Muppets di Jim Hanson. In seguito ha contribuito a lanciare SPY, la rivista satirica più influente degli anni Ottanta. Negli anni Novanta, invece, quando le sue figlie erano piccole, è stata direttore creativo internazionale del canale via cavo per ragazzi Nickelodeon. Oggi vive a Brooklyn con la famiglia e da qualche anno ha cambiato lavoro, diventando giornalista. Di nuovo all’avanguardia, incoraggia le donne ad andare controcorrente per abbracciare la loro vera età.
Lidia









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