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"Chiudi gli occhi"

A cura di Lidia

Pubblicato il 03/12/2007

Una lettura avvincente che fonde mistero, paranormale, satanismo e gli intrighi della Roma di oggi e della Roma rinascimentale

C'è il pericolo, a volte, che la notorietà di un personaggio conosciuto e amato dal pubblico, ne offuschi in qualche modo i meriti letterari. Così che, ad esempio, il romanzo scritto da un giornalista sembra quasi vivere di luce riflessa, nonostante possegga tutti i requisiti per essere considerato una lettura interessante, o avvincente, a prescindere dalla firma che porta sulla copertina. Proprio per questo, preferisco parlare di Chiudi gli occhi (Cairo Editore) svelando solo alla fine il nome della sua autrice (mentre voi dovrete cliccare su questo link solo alla fine!).
Si tratta di un romanzo la cui struttura si presenta con l'alternarsi, e a volte la sovrapposizione, di due piani temporali, legati fra di loro da una serie di riti, violenze e passioni che, nel 2007 come nel Rinascimento, sembrano nascondersi negli angoli più oscuri della nostra capitale. A fare da tramite fra questi due periodi storici così lontani e diversi, è anche il Dono che la protagonista, Chiara Monelli, una giovane e intraprendente giornalista televisiva, possiede. La capacità, cioè, di vedere ciò che gli altri non vedono. Da bambina, il consiglio della madre, affinché quelle immagini foriere di messaggi inquietanti, potessero sparite era proprio: “Chiudi gli occhi”. Ma il Dono di Chiara non si è sopito ed una di queste visioni si ripresenta, inaspettatamente, fra le mura di un antico palazzo dove Chiara si è recata per un'intervista al personaggio famoso di turno: una Dama le consegna il difficile compito di evitare un omicidio, di salvare la vita di una donna.
La giovane, allora, che non ha mai usato questa capacità per fini giornalistici, sente di dover scoprire, da una parte, l'identità della Dama misteriosa, dall'altra, il nome della vittima designata. Una ricerca che si rivelerà non priva di pericoli e di insidie perché, se la prima risulterà essere un personaggio storico realmente esistito, la famosa Livia Colonna della Rovere, assassinata dal genero Pompeo Colonna, eroe dell'assedio di Malta e della battaglia di Lepanto, la seconda – di cui sarà bene tacere il nome, per nulla togliere alla suspense del romanzo – è in qualche modo legata ad una serie di rapimenti ad opera di sette sataniche o presunte tali.
Ma com'è possibile che una persona morta possa vedere il futuro e cambiarlo?
“I morti – ci viene spiegato – non possono né vedere né fare più nulla in questa vita, ma l energia che hanno lasciato in alcuni casi è ancora così forte che può trasmettere informazioni ai vivi e qualche volta anche interagire con loro nello spazio-tempo del presente e del futuro. Di solito capita alle persone dotate di maggior energia rispetto agli altri e la cui vita è stata stroncata prematuramente, spesso in modo violento”.

Le due vicende, legate, come già accennato, dalla protagonista che tenta di definirne i contorni sempre più violenti, si dipanano in modo parallelo, grazie ad una narrazione che, in un'alternanza fra passato e presente, riesce a mantenere sempre viva l'attenzione del lettore. Da una parte l'autrice ci riconsegna la chiave di un delitto che la storia sembra aver dimenticato, dall'altra, cerca di impedirne un altro. In un certo senso, sembra ammonirci, desideri, passioni e sentimenti sono uguali, oggi come più di cinquecento anni fa; forse alle arti magiche di un tempo si sono sostitute le droghe ma i rituali, gli intrighi e le leggi che regolano le azioni umane sembrano sempre gli stessi e ruotano intorno a potere, sesso, ricchezza, bellezza…
L'autrice, però, ha anche saputo ricostruire Roma, l'ambiente giornalistico e televisivo, fatto di gossip e di pettegolezzi, il mondo della finanza e della politica, fatto di alleanze e di intrighi, in modo lucido e dettagliato. E non poteva essere diversamente, visto che si tratta di una giornalista che questo mondo frequenta da sempre. Fin da quando, cioè, nel 1970, ha cominciato a lavorare per la Rusconi, per passare poi alla direzione di Eva Express e poi di Gioia, che guiderà per vent'anni. Dopo aver progettato e diretto per la Mondadori il settimanale Chi, è da poco passata alla Cairo Editore alla direzione di Diva e Donna. Spesso ospite ed opinionista di varie trasmissioni televisive, come scrittrice affermata ha al suo attivo diversi romanzi.

Credo che, a questo punto, sarà superfluo svelare l'ultimo dei misteri, quello relativo al nome dell'autrice: chi non conosce o non ha sentito parlare di Silvana Giacobini?!

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