Ci sono libri che vengono “divorati” nell’arco di poche ore. Altri, invece, vengono “gustati” più lentamente, tanto che non si vorrebbe mai arrivare alla fine. Poi ci sono quelli che, per un motivo o per un altro, risultano un poco “indigesti”. Il paragone culinario non è stato scelto a caso: in questa classificazione legata alla velocità di lettura spicca una categoria che ha la durata più lunga (riletture a parte, naturalmente).
Si tratta delle agende e, in particolare, di quella che, in realtà agenda non è, che vorrei segnalarvi “adesso”.
Adesso, 366 giorni da vivere con gusto è, in realtà, l’ultima fatica letterario-culinaria di Paolo Massobrio.
Un’opera che il giornalista, fondatore del Club di Papillon e autore di molti libri, ha concepito per “portare il gusto dentro alla famiglia”, avvalendosi del contributo di numerosi collaboratori ed esperti.
“Adesso - ci viene spiegato - non è un’agenda, è il diario della vita, è il ricordo che diventa memoria, è la famiglia che non ti abbandona mai perché il gusto lo hai scoperto lì”.
Sembrerebbero affermazioni piuttosto azzardate, almeno a prima vista, se pensiamo, ad esempio, a come l’idea stessa di famiglia, che nel tempo ha assunto contorni sempre più indefiniti, viene spesso messa in discussione.
Anche il bisogno di riappropriarsi del piacere dello stare insieme a tavola, del nostro legame con la terra e con il trascorre delle stagioni, della riscoperta di antichi, ma fondamentali valori, sembra ormai quasi passato di moda.
Ecco allora che il prezioso volume di Paolo Massobrio ci aiuta a recuperare questo mondo apparentemente perduto. Ci riesce attraverso la bellezza e la qualità delle illustrazioni – i quadri della pittrice milanese Letizia Fornasieri -; attraverso i racconti che, ogni mese, indagano sul legame che ci lega al cosmo; attraverso la descrizione della frutta, della verdura di stagione e del vino. Senza dimenticare poi la breve storia del santo o della santa del giorno, le “pillole” quotidiane dedicate al gusto, alla spesa, alla salute, all’arredamento della casa, alla cura dell’orto e del giardino, fino alla riscoperta della buona accoglienza, senza dimenticare, naturalmente, le ricette, la conservazione degli alimenti e tutto ciò che riguarda il rapporto con il cibo.
Non poteva mancare, infine, uno spazio per le annotazioni personali: un promemoria, ma anche – perché no?! – un fatto accaduto che vogliamo ricordare.
Perché ogni giorno - qui e ora - può diventare memorabile e… se non è “Adesso”, quando?!
Lidia









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