"Il piacere della vita"

Seconda parte

Il libro è diviso in cinque parti.
La prima, “Piacere per la vita: potere e mistero della salute”, si interroga sul vero sommo bene, la salute e sul prezzo che siamo disposti a pagare per averla; sul potere della nuova religione e sulla figura del medico come “dio dei morti”.
La seconda parte, invece, “Piacere di vita: la salvezza della salute”, riflette sull’importanza – spesso sottovalutata o dimenticata - data dal cristianesimo alla salute del corpo, presentando soluzioni straordinariamente allettanti al problema stesso della salute.
Nella terza parte, “Piacere nella vita: come si fa a provare più a lungo piacere per la vita” l’autore si sofferma sul fatto che il tempo che rimane ad ognuno di noi, nel corso di una pur lunga esistenza, dopo aver tolto le ore dedicate al lavoro, al riposo, alle incombenze private, ecc, sia davvero limitato. Se a questo aggiungiamo il fatto che disabilità, malattia, dolore, sofferenza, vecchiaia e fase della morte vengono considerati dei problemi, nonostante siano situazioni che colpiscono prima o poi ogni persona, allora è evidente che occorre un radicale cambio di prospettiva. Esso sarà possibile solo con una ricerca del bene nel male, solo vedendo in “situazioni-limite” la disabilità come dote, la malattia come opportunità, la sofferenza come forza, la vecchiaia come benedizione, il morire e la morte come ‘pepe’ della vita.
La quarta parte, “Piacere verso la vita: sui virtuosi e sui lenoni della psicoterapia”, affronta l’incremento del culto salutista nel campo della psicoterapia, nelle diverse forme che questa assume, e ne mette in luce rischi e pericoli.
Infine, nella quinta parte, “Piacere di vivere. Senza rischi ed effetti collaterali alle fonti del piacere”, vengono considerati quegli aspetti di cui abbiamo già accennato: la moderna concezione di tempo “libero” e il ritorno all’ozio degli antichi.

“Sentire con intensità il tempo e la vita intera nell’unicità di ogni momento. Questo è il sommo piacere di vivere nella sua forma massima. Chi lo fa, parte per un’avventura che va ancora più oltre. Nella consapevolezza dell’irripetibilità di ogni attimo, all’improvviso, in un tempo intenso di ozio privo di scopo, gli si può presentare l’eternità”.

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Pubblicato il lunedì 07 aprile 2008 in: Recensioni

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