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Milano' Style

“Butler” – Il mestiere in guanti bianchi approda in Italia

A cura di Peo - Matteo Garofoli

Pubblicato il 24/03/2008

Butler a.k.a. maggiordomo

foto intervento

 

Sono sempre esistiti in ogni angolo di mondo, specie nelle città che accolgono facoltosi turisti bisognosi di servizio personale ed efficienza 24 ore su 24. Clienti che provengono sempre più da est e sempre meno da occidente: Russia, Giappone, Emirati arabi e le nuove patrie della ricchezza del XXI secolo.

 

Mestiere che nasce e si sviluppa in Inghilterra, dove diviene anche status symbol ed acquista quella aurea di fascino che si porta dietro ancora oggi, il maggiordomo in guanti bianchi, a disposizione completa del cliente e che sia in grado di risolvere qualsiasi bisogno/capriccio del suo assistito, era una figura che stava un pò andando a perdersi nel dimenticatoio e il suo mito stava decadendo; ha vissuto i fasti del periodo hitchcockiano dove spesso era l’assassino protagonista di celebri film. Rappresentato con un involucro di servo – quindi impossibilitato dallo stereotipo di essere eventualmente anche intelligente – ma con un contenuto effettivamente superiore alle aspettative, si dimostrava sempre una mente sopra la media. E tanto per rimanere in ambito cinematografico, chi non ricorda Alfred, il maggiordomo di Batman, che certo non si preoccupava di rifargli solo il letto?!

 

In effetti i Butler moderni sono in grado di barcamenarsi più che bene tra le folli richieste di particolari turisti dallo yen facile; parlano numerose lingue, hanno i contatti diretti per ogni occasione o evento che si svolga in città e sono dei veri e propri “Mr White” de "Le Iene": risolvono ogni genere di problema!

 

L’eredità, come detto, viene trasmessa dalla vecchia Inghilterra. Da qui il mestiere di butler approda in territorio italiano, come professione emergente, proprio quando negli Stati Uniti si avverte aria di crisi del settore e si denuncia una consistente penuria di maggiordomi. Anche nel Regno Unito si rileva una certa resistenza ad avvicinarsi al tradizionale impiego, e nonostante certe caratteristiche estreme e rigidità non vengano più richieste, (oggi i guanti bianchi sono solo folkloristici, semmai li vediate ai polsi di uno di loro) e vi sia la seria possibilità di diventare anche famosi perchè alla corte (e magari anche, col tempo, nel reparto “consulenza”) di qualche personaggio noto, il mestiere è sempre meno praticato.

Tutto ciò è strano davvero, visto le retribuzioni da capogiro.

Per rilanciare la professione si è introdotta una formula nuova, che arricchisce il concetto di maggiordomo con l’intento di ricreare la “casa lontano da casa” grazie proprio alla figura del Butler..


Va detto che se una volta il mestiere era visto come vera e propria mansione di servitù, oggigiorno i Butler sono, piuttosto che maggiordomi, dei “manager domestici” che si occupano dei loro assistiti in tutto e per tutto o, in caso operi direttamente in famiglia, si prende cura anche delle parti amministrative, di competenza solitamente dei padroni di casa.

 

In una recente intervista al capo dei Butler (il cui nome non è stato reso pubblico per motivi di privacy, sua e dei suoi clienti. Questo la dice lunga sul livello e l’importanza del mestiere, oltre che sul calibro della clientela), ci vengono svelati i piccoli segreti e i concetti chiave di questo affascinante mestiere:

< Diventare Butler significa amare il proprio lavoro e mettersi a disposizione di un’ospite per ogni necessità. Occorre essere molto disponibili, discreti e attenti ai dettagli. Ci sono molte scuole che insegnano la professione, una molto importante è in Inghilterra (appunto) da cui attinge anche la regina per i suoi Royal Butlers.

Per essere un buon Butler occorre essere molto disponibili, discreti e attenti ai dettagli. Il Butler regala al suo ospite un’assistenza discreta, seria e mai invasiva, e mette a sua disposizione tempo e professionalità uniche. E’ sempre il Butler a rispondere alle richieste più svariate, al regalo più prezioso, ai posti a teatro. E’ sempre il Butler che si occupa dei piccoli cani che accompagnano l’ospite e che se ne prende cura, in ogni dettaglio. E’ il Butler che prenota un elicottero per raggiungere i migliori porti per una gita in barca a vela, o per prenotare una Bentley verso luoghi incantati. E le richieste non sono sempre così “normali”.

Una cosa è certa: ci si alza prima del cliente e la giornata non termina finché l’ospite non ci saluta fino al mattino dopo. Qualunque ora sia.>

Un bel lavoro, senza dubbi. Difficile tanto quanto fare abbastanza ricchezza da potersi permettere un Butler tutto per sé.

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