A cura di Cāralu
Pubblicato il 20/02/2006
La prima storia della produzione teatrale in Sardegna: dal "teatro gestuale nuragico" al "teatro alternativo". Di Francesco Masala.
Questa "Storia del Teatro Sardo" č nata dalla necessitā di una "ricerca" per verificare la tesi, fatta anche a livello accademico, sulla inesistenza di una produzione teatrale sarda e, dunque, sulla inutilitā di una sua storia. In fondo, questa "storia" ha una motivazione propriamente "politica", per mettere in luce, non solo l'esistenza di un teatro sardo ma, anche e soprattutto, il filo rosso della lingua sarda, la lingua dei "vinti", che esiste, persiste e resiste, attraverso i secoli, alle lingue dei "vincitori". Dalla "Prefazione" di Storia del teatro sardo. Edito dalla Alfa editrice.
Leggi la versione on line di Sa limba est s'istoria de su mundu di Francesco Masala sul sito Sardegna Cultura.
In realtā, la "ricerca" ha portato al reperimento di duecentoquaranta testi teatrali di autori sardi.
Questi testi, in tre lingue, spagnola, italiana e sarda, a partire dal secolo XV°, sono sepolti in biblioteche pubbliche e private: editi ma obliati, spesso in "copia unica", oppure inediti e, dunque, sconosciuti, mai allestiti, spesso "anonimi", "adespoti".
La "Storia del Teatro Sardo" parte dalle permanenze folkloriche del teatro gestuale nurargico (mammutones, boetones, zurpos) e arriva fino al teatro alternativo bilingue nato dopo la rivoluzione culturale del "68".
Intenzionalmente, questa "storia" non č dotata di apparati bibliografici, se non quelli che, di necessitā, figurano all'interno del testo: il compilatore non vuole togliere ai ricercatori accademici, a ciō delegati e per ciō pagati, la soddisfazione di riscoprire le opere qui catalogate.
A pensarci bene, il numero dei testi teatrali, qui catalogati, corrisponderebbe, pressapoco, se č lecito usare una metafora archeologica, al numero dei nuraghi ancora in piedi, fruibili, se non sapessimo che ce ne sono altri settemila, o sepolti sotto la polvere dei secoli o sommersi sotto l'acqua delle dighe o trasformati in recinti, a pro della Legge delle Chiudende, in sas tancas serradas a muru: č da credere che anche numerosi testi teatrali abbiano avuto uguale sorte, nascosti sotto la polvere di archivi inesplorati o sommersi dalle inondazioni secolari di dominazioni alloglotte.