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Antonella ed io: la nostra Londra (prima parte)

A cura di Cinzia Di Gennaro

Pubblicato il 02/09/2001

A metà degli anni ottanta Londra non era molto diversa da adesso: vitale, creativa, e piena di stimoli

foto intervento Il film Flashdance, la breakdance ballata per le strade e la Michael Jackson mania: Antonella ha vissuto in pieno quel periodo durante il suo primo viaggio a Londra, periodo che ricordo bene e che in un sola parola potrei definire 'elettrizzante'.
Era un freddo febbraio di metà anni ottanta, e così Antonella, che proprio quel mese è nata (il 29 febbraio), si ritrovò a festeggiare il suo compleanno durante la sua prima volta a Londra, in quella che ricordo ancora essere una delle mie permanenze londinesi più divertenti e 'creative', anche, anzi, soprattutto, proprio grazie a lei.
Antonella era vulcanica. Dopo sole due settimane aveva trovato lavoro in un hotel (che successivamente cambiò per uno migliore in un ristorante) che le avrebbe così permesso di pagarsi le lezioni di canto e danza che aveva intenzione di prendere, ci eravamo sistemate in una graziosa bedsit in Collingham Place, nella centrale Earl's Court, zona SW5, e ci eravamo fatte tanti amici, italiani e stranieri.
Trovammo la scuola adatta dopo il primo mese, era il Pinapple Dance Studio, al 7 di Langley Street, a Covent Garden, zona WC2. Frequentava i corsi di modern jazz, e poi prendeva lezioni private di canto.
Ricordo che eravamo in 'fissa' per la musica di Michael Jackson, i suoi video, i suoi passi di danza, e il suo look luccicante (il tutto riscuoteva in quei giorni lontani un enorme successo in Inghilterra, così come nel resto del mondo). Londra in particolare era piena di ragazzi che lo imitavano, e molto bene. Inoltre all'epoca imperversava un nuovo tipo di danza, lanciato dal film Flashdance soprattutto, e a Londra incontravi ragazzini neri e non che, armati di grandi radioregistratori sotto il braccio, ballavano la breakdance e il body pop dappertutto, vagoni della metropolitana compresi. Era come essere sul set della serie televisiva di Fame ogni momento, si respirava un'atmosfera vitale, un'energia positiva, e c'era un'estrema voglia di esprimersi, e di comunicare, anche attraverso il corpo e la danza. Antonella ne subiva il fascino anche più di me, se possibile! Ricordo che voleva a tutti i costi farsi la permanente per avere un look più afro possibile, e così fece. Leggevamo gli annunci per trovarle una band dove cantare nelle vetrine del newsagents vicino la metropolitana di Earl's Court, quartiere dove vivevamo (vi ricorrevo spesso, anche per trovare alloggi e lavori vari), e spesso la sera andavamo nei pubs e localetti dove suonavano dal vivo.

- vai alla seconda parte dell'intervento - .

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