Le famiglie e gli amici in ansia continuano la loro disperata ricerca di familiari dispersi di cui non hanno più avuto notizie dal momento degli attentati. Sono stati attaccati posters tutt’attorno la capitale, e le persone alla ricerca di notizie continuano ad andare nei luoghi delle esplosioni, mostrando le foto dei loro cari.
I parenti e gli amici stanno anche recandosi negli ospedali sperando che i dottori e il personale infermieristico possano riconoscerli dalle foto. Ci sono ancora un paio di persone in cura al Royal London Hospital che non sono state identificate.
Il centro d’emergenza di Londra ha ricevuto più di 100.000 chiamate, e Scotland Yard ha confermato che 7 persone hanno perso la vita nell’esplosione di Liverpool Street, altre 7 ad Edgware Road, ulteriori 13 nell’esplosione sull’autobus a Tavistock Square e almeno 21 in quella di King’s Cross. Una 49° persona è morta in seguito all’ospedale.
Circa 700 persone sono rimaste ferite, di cui 90 sono ancora ricoverate negli ospedali e 22 rimangono in condizioni serie o critiche.
Ci sono ancora almeno una ventina di corpi intrappolati tra i rottami di una delle vetture della metropolitana sotto King’s Cross, le condizioni ristrette e di pericolo e il calore soffocante stanno ostacolando gli sforzi per rimuoverli.
Il Primo ministro Tony Blair ha lodato la capacità di resilienza dei londinesi, ed è stato aperto un libro di condoglianze che è stato firmato ad Auckland, in Nuova Zelanda, dal principe William.
Cinzia Di Gennaro









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