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A cura di Cinzia Di Gennaro
Pubblicato il 06/04/2006
I Regni del Commonwealth
Fino alla metà degli anni '60, ogni colonia britannica alla quale era stata garantita indipendenza dal Regno Unito diventava una monarchia di tipo "Commonwealth Realm" in automatico.
Queen Elizabeth II venne riconosciuta come il Capo di Stato delle nuove nazioni indipendenti e monarca sovrano con un titolo distintivo (ad esempio "Regina del Pakistan").
Sebbene il governo britannico non mantenesse alcuna autorità sulle nazioni in cui la regina Elizabeth era monarca, molti degli abitanti locali di queste nuove nazioni trovarono che la continua presenza della monarchia britannica nel loro sistema di governo fosse uno strascico non necessario del dominio coloniale.
Dal 1956 al 1992 Queen Elizabeth venne spogliata dei suoi numerosi titoli mentre più di una dozzina di nazioni cambiarono la loro costituzione per divenire repubbliche.
Piuttosto che forzare più nazioni a subire questa seccatura in futuro, dai tardi anni 60 in poi tutte le colonie britanniche cui era stata garantita l'indipendenza divennero automaticamente repubbliche, piuttosto che monarchie costituzionali sotto la regina britannica.
In totale sono 17 gli ex regni che sono ora repubbliche:
- Irlanda
- India
- Pakistan
- Ghana
- Sud Africa
- Tanzania
- Nigeria
- Uganda
- Kenya
- Malawi
- Guyana
- Gambia
- Sierra Leone
- Sri Lanka
- Malta
- Trinidad & Tobago
- Fiji
- Mauritius
Oggi 15 nazioni rimangono monarchie definite Regni del Commonwealth sotto la regina britannica.
Precedentemente al regno di Queen Elizabeth II erano conosciuti come "Domini" della Corona. Sono:
- Canada
- Australia
- Nuova Zelanda
- Jamaica
- Barbados
- Bahamas
- Grenada
- Papua Nuova Guinea
- Isole Solomon
- Tuvalu
- St Luca
- St Vincent & The Grenadines
- Antigua & Barbuda
- Belize
- St Kitts & Nevis