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INTERVISTE ESCLUSIVE

SERGIO BRASCA
Magiche fantasie

A cura di Richard

Pubblicato il 24/12/2001

Intervista esclusiva

foto intervento
Più di dieci anni fa conobbi SERGIO BRASCA in occasione di un concorso per giovani prestigiatori dove lui era l'ospite d'onore. Vedere la sua esibizione fu per me una folgorazione.
La sua eleganza, la presenza scenica, il suo atteggiamento, la sua cura e l'amore verso i suoi animali e la sua professionalità sono ancora oggi un ricordo costante nella mia vita artistica professionale.
Mi ha insegnato molto più assistere al suo spettacolo che ascoltare i suggerimenti di molti maghi. Perché a differenza di molti lui pratica (e insegna a pochi selezionati "allievi" l'arte della prestidigitazione e che gli danno enormi soddisfazioni).
SERGIO BRASCA non è un prestigiatore professionista perché la sua attività è fare l'orafo. Ma la sua grande passione, lo capirete leggendo questa intervista, è la MAGIA con la quale ha un approccio sì d'amore ma molto professionale. Artisti come lui fanno del bene alla prestidigitazione.
SERGIO ha influito molto positivamente sulla mia scelta artistica benché io non abbia mai fatto apparire una colomba nè tantomeno ho indossato un frac come lui porta magnificamente.
SERGIO mi ha aiutato a capire il valore della prestigiazione.
Adesso ho il piacere di presentarvelo in questa intervista davvero esclusiva ...


Qando hai iniziato a dedicarti alla prestigiazione, quando e come è nata la tua passione per la magia?

Sin da piccolo il desiderio di apparire in pubblico è stato una componente molto forte del mio carattere: le recite in colonia piuttosto che all'oratorio, mi vedevano sempre tra i protagonisti.
A 10 anni, con un amico d'infanzia, improvvisavo le imitazioni dei personaggi di allora: Bramieri, Pisu, Walter Chiari, Buscagliene... per la gioia (?) dei nostri compagni del cortile.
Scrivevo testi e domande per poi entrare nei panni di Mike Buongiorno dando vita ad una sorta di "Lascia o Raddoppia?" per bambini.
Poi la passione per la chitarra. Era il momento del Rock&Roll, Celentano, i Beatles.
Accompagnavo alla musica esibizioni che si rifacevano a Little Richard, Jerry Lee Lewis, poi gli Who: contorsioni, salti, rotolamenti, performance raggomitolato nella cassa della batteria! Era lo spettacolo ciò che volevo esprimere!
Poi un approccio con la compagnia Filodrammatica di cui mio zio era direttore e regista.
Nel frattempo ero stato avviato all'attività di orafo presso un laboratorio di Milano: avevo solo 13 anni e la "qualifica" di garzone.
Il caso (?) ha però voluto che il titolare fosse pittore, scultore, orafo ma, soprattutto, grande appassionato di teatro.
Preparava le scenografie per una compagnia teatrale quindi, giocoforza, mi trovai a collaborare nella costruzione delle stesse oltre che ad assorbire seriamente il gusto per il teatro e l'arte in genere.
Iniziai a collezionare mazzi di carte antiche, dipinte artisticamente e un giorno, in fondo a un catalogo, trovai una serie di giochi di prestigio...
In quel momento scoccava la scintilla!
Dopo un approccio istintivo, senza nessuna guida, riuscii a conoscere Franco Befana, un signore in pensione appassionato di magia, che accettò di darmi delle lezioni private.
Capii da subito che avrei dovuto affrontare uno studio serio, con senso di responsabilità.
Dopo un anno e mezzo, visto che ormai la passione mi divorava, il mio maestro ritenne opportuno presentarmi ad Ottorino Bai, allora presidente del Clam e personaggio fondamentale nel mio percorso. Da quel momento iniziò il mio cammino "vero" nel mondo della magia.

Come hai maturato l'idea di dedicarti alla manipolazione e alla magia da scena?

Non ho dovuto scegliere un genere di magia: le cose si sono sviluppate da sole, in maniera spontanea.
Ricordo che dopo poco tempo dalle prime lezioni con Befana, (che mi insegnava prevalentemente tecniche e giochi con le carte) lo stupii con l'apparizione di alcuni pesciolini rossi.
Da lì nacque poi il numero nel corso del quale i pesci diventarono 140 e apparivano dai foulards, attraverso l'utilizzo delle tecniche che studiavo per l'apparizione delle colombe.
Forse un'educazione verso la manualità mi ha portato verso determinate scelte, comunque, nel corso degli anni, mi sono cimentato anche con le grandi illusioni (con la collaborazione delle mie figlie), pratico il close-up e sono attratto e affascinato da tutto quello che si può studiare in magia.
Penso che un prestigiatore non debba limitarsi alla conoscenza e alla pratica di un solo settore.
E' necessaria una competenza più vasta, uno studio approfondito, un desiderio di completezza.

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