A cura di Richard
Pubblicato il 18/10/2006
A distanza della prima intervista rilasciata da SILVAN, anni fa per la Guida, ho avuto il piacere di fargli qualche domanda: su Copperfield, sull'arte magica in Italia, sul futuro.
Ne emerge una conversazione diretta, con risposte che il grande artista non ha mai rilasciato specie quando parla, e per la prima volta in una intervista, del suo rapporto con il CLUB MAGICO ITALIANO, quando nel lontano 1997 successe un fatto increscioso, che ad oggi sarà un po' più chiaro per chi legge.
Nella speranza che la magia in Italia ritorni a volare alto.
Immaginate di avere il piacere e l’onore di essere in un antico cafè a sorseggiare un drink con Silvan, il maestro indiscusso dell’Arte Magico. Un’opportunità per assaporare quel fascino indescrivibile che la prestigiazione sa suscitare e che il grande artista fa vivere anche attraverso le parole, i suoi racconti.
Le sue esperienze sui palcoscenici di tutto il mondo hanno plasmato un modo di fare magia, di fare spettacolo. Lui che sa incantare muovendo le sue mani e che sa ipnotizzare con quella voce, con quel timbro inimitabile, mentre racconta di fatti veri, veri solo nel mondo della fantasia.
Ecco a voi, Silvan che per la prima volta, in maniera molto diretta si toglie qualche sassolino, dal cilindro magico!
Caro Maestro a distanza di tempo ho il piacere di intervistarLa nuovamente per la rubrica di illusionismo di SuperEva.it .Ho pensato di contattarLa dopo aver letto l’articolo apparso sul quotidiano “Libero” diretto da Vittorio Feltri. Le hanno dedicato un’intera pagina e tra le varie domande alle quali ha risposto le hanno chiesto di citare i nomi dei prestigiatori “più bravi di adesso”. E lei ha parlato dei giovani. La prego può continuare su questo argomento?
SILVAN I giovani sono la linfa che attualmente alimentano e sostengono la magia in Italia.
A loro è affidato il nostro futuro. Oltre ai volti noti e di consumata esperienza ve ne sono tanti bravissimi: Martin, Erix Logan, Mattiolo, Triggiano, Duo Luis, Carta, Giua, Volpe, Szekel per citarne solo qualcuno.
L’unico rammarico è che sono troppo pochi coloro che possono trarre da questa professione un profitto economicamente valido 365 giorni l’anno.
Ci sono dei semi-professionisti e dei dilettanti molti bravi.
il neo principale, a mio avviso, è costituito dall’impossibilità di trovare dei luoghi adatti per esibirsi, come invece esistono negli Stati Uniti.
L’alternativa sono le navi crociera. Nell’era digitale e della comunicazione la situazione in Italia è questa. Ci si adatta a spettacoli in piazza, sagre paesane in occasione del Patrono dell’uva, della vongola etc.
Recentemente ho visto con piacere alcuni prestigiatori esibirsi in Tv in una trasmissione rivolta ai dilettanti su Canale 5, condotta mirabilmente da TEO MAMMUCCARI. Peccato che abbiano avuto a disposizione, per dimostrare il loro talento, soltanto qualche striminzito minuto. Non mancheranno altre occasioni.
Sempre in quell’intervista ha parlato di televisione. I palinsesti televisivi sono profondamente cambiati a scapito della qualità dei programmi. Rivederla con uno show tutto suo, in prima serata rivitalizzerebbe sicuramente, come sempre è accaduto, la prestigiazione nel nostro Paese. Qual è il suo pensiero a tal proposito?
SILVAN Per quanto concerne il varietà specifico televisivo, assistiamo ad una involuzione dovuta alla vacuità e alla volgarità di bassa scuola dilettantistica. Mi confortano i dati d’ascolto: siamo agli sgoccioli.
Cosa ne pensa di questa generazione così attratta, calamitata, ipnotizzata dalla televisione?
SILVAN Ma la Tv non è il futuro di quest’arte. Il futuro è nel close-up, nella micromagia dove uno, due, dieci prestigiatori si esibiscono nelle convention delle aziende di ogni tipo, meravigliando il pubblico in piedi o seduto, oppure nei ristoranti “upper class” mentre i commensali consumano lauti pasti.
In America c’è stata un’esplosione e il boom continua oggi in Europa.
Walter Rolfo è tra i più promettenti personaggi televisivi che è riuscito, con grande fatica, a realizzare per RaiDue “Arcana” il programma notturno interamente dedicato all’arte magica. Come giudica la trasmissione e quali suggerimenti darebbe per la struttura del programma?
SILVAN Nonostante l’ora notturna della messa in onda su Raidue esprimo un giudizio positivo.
Walter Rolfo è una persona onorata, capace e precisa. Smessi i panni del prestigiatore alcuni anni fa, ha preferito indossare quelli dell’autore-conduttore. Garbato, intelligente e serio, con ottimo successo.
“Arcana” è una trasmissione godibilissima. Con dei filmati storici inediti relativi ai grandi prestigiatori del passato: sorprendenti e suggestivi.
Rarità per l’Italia che hanno mandato in sollucchero chi ama profondamente la nostra arte.
Inoltre, le esibizioni di colleghi italiani, sono state impeccabili.
Prossimamente David Copperfield presenterà il suo show “Grand Illusion” a Bologna, Torino e Milano. Continuerà poi il suo tour europeo e probabilmente si riposerà nel suo nuovo resort di quattro isole alle Bahamas. Come crede che risponderà il pubblico italiano allo spettacolo?
SILVAN Benissimo. Sono convinto che il pubblico italiano tributerà a questo grande artista americano, il plauso che si merita.
Peccato che si esibisca per soli 2/3 giorni a Bologna, Milano e Torino dove certamente riempirà i teatri.
E’ un artista che ammiro ed un amico che stimo. Un illusionista che ha fatto apprezzare la nostra arte ai quattro angoli della terra.
Tutti i prestigiatori italiani dovrebbero recarsi a vederlo, per apprezzare le sue indubbie capacità artistiche e il suo grande spettacolo che si avvale della collaborazione di venticinque persone.
Solo Lei, parlando di prestigiazione, riesce ancora a riempire i teatri italiani. Altri illusionisti hanno provato ad allestire show teatrali, ma sono rimasti solo dei progetti. A parte naturalmente Arturo Brachetti, amatissimo all’estero il cui genere teatrale è unico. Quale potrebbe essere una formula innovativa per portare la gente ad assistere ad uno spettacolo di magia?
SILVAN Espirmo naturalmente una mia convinzione: quello tradizionale.
Il pubblico si reca a teatro per essere stupiti dal “mago” (Lance Byrton a Las Vegas lo dimostra) e nono, con tutto il rispetto per chi si esprime in questa disciplina: il ballerino o l’acrobata.
Bisogna fare appello alla nostra memoria. L’arte magica teatrale è antica; ma ciò non significa che dobbiamo specchiarci nei dettammi e alle figure di Kellar, Thurston, Dantè, Bustelli.
Il prestigiatore attuale deve essere “modernizzato” ma facendo attenzione a non snaturare il suo ruolo. Per non perdere l’alone di mistero e fascino di cui è intrisa la nostra professione.
Ci sono maghi up to date, che posseggono queste doti e altri no.
Sovente assistiamo alla presentazione di “nuove grandi illusioni” considerate innovative, ma accettate dal pubblico alla stregua di un puzzle. Spesso dicono: “Chissà come faranno quattro ragazze a stare dentro quel tavolo”, perchè evidentemente il tavolo è troppo spesso.
Il pubblico dei computers oggi non è più naif.
Bisogna ascoltare le loro confidenze dopo lo spettacolo per rendercene conto. Dobbiamo essere consapevoli che la nostra è una professione antica, che necessita essere rinfrescata, apportandone varianti ma non più di tanto, come non si può cambiare la musica di Beethoven, Mozart, Verdi e Shakespere, Dante o Goldoni. Anche se potremmo tradurli in musica, jazz o a fumetti. Non sarebbe la stessa cosa.
Un giorno le dissi con un po’ di provocazione che secondo me in Italia manca quell’artista prestigiatore che potrà in un futuro continuare con grande carisma il lavoro che Lei ha saputo impostare, anche a livello televisivo, nel nostro Paese. E’ vero che nell’era della rivoluzione digitale e della comunicazione quello che si è fatto vent’anni fa era dovuto a quel particolare momento, ma vorrei sapere il suo pensiero sull’attualità.
Ciò non favorisce la loro visibilità e crescita professionale. Anche se, come lei sostiene, alcuni hanno fallito ebbene devono armarsi di pazienza e insistere, pur sapendo che non è facile avere la coda al botteghino. Se il mago piace al pubblico e lo spettacolo è accattivante, la critica e il passaparola, esattamente come per gli spettacoli di prosa o cinematografici faranno il resto.
Anche per quello che riguarda i clubs magici la realtà è cambiata. Non si ha più il piacere di incontrarLa ad esempio nei Congressi del Club Magico Italiano, i soci sono sempre, sempre meno. Alcuni coordinatori dei vari gruppi magici, motivati senz’altro da passione (almeno credo) mancano di un certo spessore artistico e culturale che non alimenta positivamente chi, specie i giovani, sono realmente affascinati anche dalla storia della magia. Come si può invertire questa tendenza autodistruttiva nell’ambiente magico?
SILVAN Conosco dei Gruppi magici e alcuni conduttori come Lei li deifinisce eccellenti che con passione dedicano gran parte del loro tempo alla formazione e al raggruppamento di nuovi adepti: Silvi, Mocella, Loria, Faggi, Barrago per citarne qualcuno.
I Corsi di Prestidigitazione di Tony Binarelli a San Martino di Castrozza, sono lodevoli.
E il Circolo Amici della Magia di Torino, l’unico club con sede stabile italiano che gode rinomanza internazionale, e di cui mi onoro essere il Presidente onorario, va a gonfi vele.
Alcuni Gruppi sono lacunosi, ma ciò dipende molto dalla gestione centrale che favorisce, anzichè unire, la dispersività dei soci i quali, paradossalmente, non sono iscirtti alla sede centrale.
In un Club Magico deve coesistere l’aggregazione, la generosità, la benevolenza e la tendenza a dare aiuto e a sonare il proprio sapere a che ne è sprovvisto, favorendone le crescita e l’inserimento nel contesto internazionale come avviene all’estero.
Ed ora rispondo senza bizantinismi alla sua seconda domanda, cercando di esporre, in sintesi, ad alcuni interrogativi e fatti incresciosi accaduti in passato e per i quali, dal 1997 è dovuta la mia latitanza a tutte le manifestazioni indette dal Club Magico Italiano.
Sono semplicemente in attesa delle scuse ufficiali del suo presidente.
Illo tempore, il Signor Domenico Dante, d’accordo con il Dott. Antonio Rossi e il Prof. Jacopo Riani (fondatori della World Magic Academy di Pisa) avevano chiesto ed ottenuto dal sottoscritto il consenso di concedere l’autorizzazione di intitolare la suddetta denominandola: “Silvan Magic Academy”. “Vedrai” mi disse il Signor Domenico Dante “diventerà un centro di potere del C.M.I.”.
Accettai, anche se immeritatamente questo grande onore. Senonchè il presidente del C.M.I. ritenendo erroneamente, che la “Silvan Magic Academy” fosse nate per competere e contrastare in rivalità il C.M.I., l’idillio dei loro rapporti (forse anche per meri interessi di bottega di cui personalmente sono sempre stato all’oscuro) si ruppero facendo posto a dispute e discussioni piuttosto accese, che videro l’espulsione dal C.M.I. del Dott. Antonio Rossi e l’intimidazione da parte del Signor Domenico Dante al sottoscritto (senza interpellare il consiglio del C.M.I.) di togliere immediatamente il pseudonimo “Silvan” dall’Accademia, minacciandomi, in caso contrario, di revocare la mia Presidenza Onoraria dal C.M.I. con il divieto di scrivere (dopo 18 anni di collaborazione) sulla rivista e organo ufficiale “Magia Moderna”.
Per reazione istintiva verso le persone che ti impongono e ordinano qualcosa, e anche per rispetto dei 20 allievi (numero chiuso della “Silvan Magic Academy”) e del conferenziere Renè Lavand, già in programmazione, optai che l’Accademia continuasse a portare il mio pseudonimo. E anche perchè essendo la stessa (supportata con grande risalto dalla stampa specializzata) da tre delle più importanti Associazioni Magiche nel mondo: “The Magic Circle” di Londra, “The Academy of Magical Arts of Hollywood Magic Castle” e dalla “Society of American Magicians” di New York, temeco di essere giudicato come un superficiale e che questa scuola superiore, sorta per l’evoluzione della magia italiana, svanisse nel nulla. Episodi vergognosi e sgradevoli che hanno dell’incredibile, con uno strascico di polemiche e di proteste da parte di molti soci del C.M.I., subito soffocati.
Lei ha sottolineato che gli iscritti al C.M.I. sono sempre meno. In effetti da 1200 nel 1997, oggi sono poco più di 300. Mi dispiace enormemente considerando che i Clubs magici in Francia, Inghilterra, Germania e Spagna ognuno di essi ne conta più di 1500.
Il prossimo 31 ottobre si commemorerà l’ottantesimo anniversario della morte di Harry Houdini. Un personaggio che ha segnato la storia della magia e che ha vissuto in un periodo storico che lo ha reso un mito. Come le piacerebbe ricordarlo?
SILVAN Harry Houdini è diventato una icona per il mondo magico.
Nel 2000 fui invitato per la celebrazione a New York del Centenario della S.A.M. In questa occasione è stato emesso un francobollo statale con la sua effige. Mi piacerebbe che in Italia fosse ricordato lui, ma anche Pinetti e Bosco e tanti altri grandi prestigiatori italiani del passato.
Tempo fa proposi a Vittorio Balli allora Presidente del C.A.D.M. di Torino di interessarsi, con il mio appoggio, per far traslare la salma di Bosco, sepolto nel cimitero di Dresda, a Torino. Balli scirsse al Circolo Magico di Dresda, poi non seppi più niente.
Tempo fa dopo un mio spettacolo nella piazza di Orbetello accompagnato dall’Avv. Graziani, chesi al sindaco di prendere in considerazione la proposta di apporre un targa d’argento nella casa di Pinetti, a nome di tutti i prestigiatori italiani. Sono sempre in attesa di una risposta...
Mi piacerebbe molto che si organizzassero nelle sedi oppoortune degli Historic Day, delle giornate speciali dedicate alla cultura magica italiana con conferenze storiche, giochi di antiquariato magico, posters, grandi illusioni.
Una serata dedicata alla magia nel mondo: ai maghi americani, cinesi, europei, russi, alle carte da gioco, ai grandi cardician, manipolatori, alla magia e alla sua evoluzione. Il tutto illustrato in maniera chiara e comprensibile ai giovani.
Per assolvere a questo compito ci sono in Italia tante persone competenti in materia come: Raimondi, De Ritis, Rampin, Pasqua, Rossi, Cremona, Mocella, Guerracino, Pretini, Riccardi, Devil, Giobbi, Binarelli, Desideri, Silvi, Arditi, Faggi, Sales, Paviato, Cicione, Gaeta, Rusconi, Tomatis, Farinaccia, Casellato, Rolle, Romagnoli, D’Agostini, Martin e tanti altri appassionati e degli stages speciali per formare e indirizzare i giovani promettenti a volare alto nei congressi magici di tutto il mondo e ai concorsi della F.I.S.M.
E’ da molto tempo che il nome dell’Italia non sale nel podio più alto.
Per concludere quest’intervista Le vorrei chiedere dei suoi prossimi progetti. So che il video del suo ultimo spettacolo teatrale verrà proposto da Club Amici della Magia di Torino. Qualche anticipazione?
SILVAN Come d’abitudine. Sono appena rientrato da una Convention per una azienda all’Hotel “4 Season” di Milano.
Dopo la tournèe estiva, e alcune date con il Festival Show, in piazze gremite da 20-30 mila persone, con ritmo più lento prosegue la routine autunnale con qualche partecipazione in Tv etc.
Quest’anno non ho voluto di proposito prendere in considerazione uno spettacolo teatrale.
Per il mondo magico ho dato l’autorizzazione al C.AD.M. di Torino di programmare per il 10 novembre la proiezione dello spettacolo “Silvan racconta e crea l’impossibile”.
Il 19 novembre presenzierò alla loro manifestazione allnuale “Misdirection”. A gennaio 2007 porterò il mio spettacolo “Quando l’impossibile diventa possibile” al Festival della Magia di Treviso e il 17 marzo al Festival di San Marino organizzato dall’amico Gabriel.
Nota: nessuna parte di questa intervista esclusiva può essere pubblicata sotto altra forma, anche digitale, senza espressa autorizzazione di Richard.