Colonia
A cura di Marina
Pubblicato il 22/07/2004
Data finale dell'Ice Cream Genius Tour
Giovedì 13 Feb., Koln
Mi sono svegliato fuori all’Holiday Inn Crowne Plaza in una giornata grigia e piovosa. Il processo di ritorno ad uno stato mentale e fisico normale sarebbe stato lungo e lento. Fortunatamente avevamo tempo e cosi mi sono trascinato nella parte posteriore del pullman ed io e Chucho ci siamo visti Pulp Fiction daccapo. Quando è finito potevo quasi contemplare l’idea di scendere dal pullman ed affrontare la pioggia per poi farmi una doccia nella stanza 222. E’ un bell’albergo. Ho incontrato Clem che era stato giù nella sauna ed in piscina. Che peccato che non fossi nello stato adatto per farlo anch’io. Ho fatto la doccia e sono stato poi raggiunto al piano di sotto da Richard, Aziz e Clem per farci un panino con affettato al bar. Richard sembra essersi legato a me - sembriamo vecchi amici. A questo punto ‘funzionavo’ quasi bene e meno male, visto che dovevamo recarci al Luxor per il soundcheck. Siamo saliti nei taxi ed in pochi minuti eravamo lì. C’era un bel po’ di gente, fuori dal clu
b, che aspettava per intervistarmi.
Prima abbiamo fatto il soundcheck - di nuovo nessun problema, comunque il 13 non ha perso occasione di dare conferma alla sua reputazione visto che un altro camion è andato a finire addosso al nostro che era fuori in strada, rendendolo inutile per il ritorno a casa e bloccando la porta scorrevole così che non si poteva più aprire. Per fortuna l’attrezzatura era già tutta nel gig, ma le magliette erano ancora dentro e così c’era il dubbio se avremmo potuto venderle o meno allo show.....E vabbè! Altri rompicapi amministrativi per Nick B. E altre complicazioni finanziarie che eventualmente andranno a finire sulle spalle del sottoscritto. Alla fine abbiamo dovuto noleggiare un altro camion con autista in Germania per poter portare la nostra attrezzatura a casa fino al Racket Club.
Il bus era ancora giù all’hotel così ci siamo trattenuti un bel po’ nei camerini del Luxor. Uno degli intervistatori ha preso accidentalmente il tacco della mia scarpa che prontamente si è staccato [uhm, Steve....ma da quand’è che porti i tacchi?! - ed. Milly], così ho dovuto attendere in calzini che la colla di Priv si asciugasse. Lo show è andato veramente bene - credo sia stato il mio preferito. Tutti nella band sembravano felici e rilassati, anche Greggers (cioè Gregory - ed.). ‘Better Dreams’ è andata particolarmente bene stasera e emetteva qualcosa di piuttosto magico. ‘Living For The City’ è stata stupidamente veloce e quindi un po’ imbarazzante ma nessuno sembra esserne dispiaciuto. Ho fatto il mio 3° bis stasera, suonando ‘Easter’ e ‘The Hollow Man’ come a Parigi, ed inspiegabilmente mi sono commosso durante ‘Easter’.
Dopo lo show sono uscito per chiacchierare con coloro che erano rimasi nell’edificio e per firmare qua e là. Fortuna ha voluto che ci fosse un buon bar chiamato La Conchiglia Blue quasi accanto al Luxor. Ero stato lì una volta con Kai Fleschmann della EMI, e infatti era lì che ho sentito una band chiamata No Man che probabilmente è stato l’inizio del processo del destino che mi ha condotto da Richard Barbieri.
Ci siamo rilassati lì per un paio d’ore. Una ragazza della casa discografica è venuta ad offrirci qualche drink, ma ogni volta che mi si liberava la mano qualcuno mi comprava un’altra birra Kolsh. Chucho ed i ragazzi si sono tuffati nella tequila me io ho rifiutato - non volevo un’altra conversazione con il bagno ‘chimico’ del bus anche stanotte. Ma credo stessi piuttosto ‘ben messo’ anch’io perchè ricordo che ero da solo in mezzo al bar che ballavo al ritmo di un remix di ‘Isabel’ di Bjork - probabilmente la mia canzone preferita di quest’artista. E’ raro che io balli. Verso le 2.:30 siamo tornati al bus fermandoci in un posto che fa spiedini da portare via e ci siamo tutti seduti nella sala posteriore del bus a vedere Reservoir Dogs.
Alle 9 mi sono svegliato e, mezzo addormentato, ho capito che il bus stava salendo sul traghetto. I rumori della piattaforma, motori diesel che rombavano, uomini che gridavano e l’eco di tuono della grotta di metallo che ci circondavano. Mi sono addormentato nuovamente fra sogni inquieti di The Hearld Of Free Enterprise e della Estonia. Se stasera dovesse giungere la mia ora, una bara piena d’acqua in una cuccetta di un tour bus sarebbe il modo più naturale per me di lasciare questo mondo.... Mi sono svegliato con gli stessi rumori che provenivano dall’esterno ed ho potuto supporre che la piattaforma era stata calata e che dovevamo essere a Dover. Ho cominciato di nuovo a sentirmi irrequieto mentre ricordavo che avevo sentito dire che Chucho aveva nascosto dell’erba sotto il tetto del bus con dello scotch e che doveva toglierla di mezzo perchè la dogana ha delle telecamere che riprendono dall’alto. Mi chiedevo se la roba si trovasse ancora lì. L’ultima cosa che ci serviva era di esse
re trattenuti da qualche ufficiale in uniforme tutto d’un pezzo. Un gruppo rock che torna da Amsterdam via Cologne, con a bordo personale colombiano, americano ed asiatico....Wow! Se fossi un ufficiale di dogana avrei fatto il bus a pezzi! Ma ci hanno fatto passare.
Mi sono rimesso dormire per qualche altra ora prima di dover fare i dovuti ringraziamenti e dirci addio, una cosa che odio così tanto.
Traduzione di milly De Filippis