Qual è lo Skrull tra questi personaggi?
A cura di marvelcomics
Pubblicato il 23/07/2008
Ecco la recensione di Shelidon di X-Men Deluxe #160!
Scontro finale (Sworn to protect, da World War Hulk: X-men #3 dell'ottobre 2007). Non è che questa storia non abbia delle idee alla fin fine, eh? Xavier che desidera consegnarsi potrebbe essere uno spunto interessante, a conti fatti, così come la domanda filosofica di Hulk, la risposta dei new x-men e degli x-men adulti alla minaccia, il confronto con il grande cactus ecc. ecc. ecc. Peccato che il tutto sia stato così terribilmente decompresso nei numeri precendenti e per buona parte di questo numero, così terribilmente ansiosi di mostrare un combattimento che non tenevo particolarmente a vedere e che non è stato nemmeno orchestrato bene dall'autore, così ansioso di mostrarci come Hulk spacchi. E Hulk spacca, intendiamoci. Ha proprio spaccato e non dico cosa perché sono una signora. Ma non è questo il punto. Il punto è che gli ultrasuoni di Siryn, Monet sbattuta avanti e indietro, Guido e il suo cuore, la roba del blackbird, Kurt che si teleporta... ancora una volta sono tutti attacchi isolati, non coordinati, e nonostante questa volta si parli chiaramente di una Emma che dovrebbe coordinare telepaticamente. Non è quello che fa. Ciò che fa è dire, uno ad uno ai personaggi man mano che singolarmente attaccano, "no, così non funziona" o "no, questo non va bene". Non coordina: fa la radiocronaca. Chris Gage, che se la sta cavando così bene con Endangered Species, evidentemente ha dei problemi con le storie corali. Può essere la persona adatta a scrivere di un Hulk solitario che si reca dagli X-men, ma di certo non lo è per descrivere gli X-men che reagiscono alla sua visita. E' per questo probabilmente che la scena finale e il monologo di Mercury funziona piuttosto bene e riesce ad essere quasi toccante, se non fosse così scontato, ma viene da domandarsi come diavolo sia possibile che nessuno abbia parlato prima, durante, durante, durante o durante lo scontro. Il lunghissimo, inutile e noiosissimo scontro. Misteri dell'editoria. Servivano tre episodi e non c'era niente con cui riempirli. I disegni, decisamente migliori rispetto a quelli sottotono dello scorso numero, ritornano a buoni livelli ma non mi hanno entusiasmato particolarmente. E la splash page del Fenomeno contro Hulk è di una banalità compositiva a dir poco sconcertante.
Alla ricerca di Magik - conclusione (The Quest for Magik - conclusion, da New X-men #41 dell'ottobre 2007). Mah. Doppio mah. Mah multiplo. Mi verrebbe da ripetere le stesse cose dette per World War Hulk, ma farei un torto a Kyle e Yost. E' un fatto comunque che questa miniserie mi ha lasciato un po' perplessa, complici i disegni di uno Skottie Young che ho trovato decisamente indigesto. Tre numeri per costruire la maestosa figura di Belasco e lo ritroviamo a stringere i pugnetti e ad urlare "no no no". Tre numeri a costruire l'incontro tra Belasco e Magik e poi in che cosa si risolve? Mezza pagina. Ciò che non delude è l'incontro tra Magik e il fratello. Così semplice con quel "fiocco di neve" in fondo alla pagina e l'occhio dilatato, il contatto creato per un solo istante e poi la rabbia. Illyana è semplicemente splendida sul suo trono, con quell'abito rosso, ma non c'è niente di più in quest'albo se non, ancora una volta, un cattivo trattamento riservato agli X-men adulti. E sta diventando un vizio. E LucaS non prende in giro nessuno nelle note finali alludendo ad un possibile disegno narrativo complessivo: è bad writing. Puro e semplice. Ed in questo caso è un vero peccato.